RUGBY ECCELLENZA Durissima posizione del consigliere regionale Graziano Azzalin sulla questione della FemiCz Rovigo e della palestra

Placcaggio di Graziano Azzalin al signor sindaco

Graziano Azzalin e Massimo Bergamin
Beni Artistici Religiosi Fondazione Cariparo

Graziano Azzalin (Pd): “Sul Battaglini Bergamin sta zitto e fa rispondere la Lega, che però sbaglia bersaglio. Basta calunnie sui project, erano scelte avviate dal centrodestra. La questione della palestra è l’ennesima triste conferma di come non abbiano alcun rispetto della città, della sua storia e della sua cultura”. 

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Rovigo - “Bergamin si sente mancare il terreno sotto i piedi e anziché rispondere nel merito per non peggiorare la sua già precaria situazione, si affida al gruppo consiliare della Lega per una replica che non c’entra niente col caso Battaglini”. Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico torna sulla querelle tra Rugby Rovigo e Comune e rintuzza l’attacco che arriva da Palazzo Nodari.   “La questione della palestra è l’ennesima triste conferma di come non abbiano alcun rispetto della città, della sua storia e della sua cultura. E della Rugby Rovigo, che è una delle nostre eccellenze. Questo, però, è un errore che sarà pagato a carissimo prezzo”, avverte l’esponente dem. “Che qualcuno abbia fatto un passo falso è evidente, come testimonia lo smarcamento di Forza Italia-Obiettivo Rovigo che ha parlato di errore di comunicazione, chiedendo al presidente Zambelli di ritirare le dimissioni”. (LEGGI ARTICOLO) .

“Eppure a fronte di dati oggettivi e con risposte che non devono essere date a me, ma a chi ha investito tanto per mantenere il rugby ad alti livelli, la Lega si limita a esporre, per di più in maniera errata, cose che risalgono a un decennio fa, quando la città, a differenza dello stato di abbandono odierno, era amministrata. Fra le questioni tirate fuori a sproposito dai consiglieri, che evidentemente non sanno di cosa stanno parlando, tuttavia, ce n'è una molto grave che riguarda il tentativo di addossare responsabilità al centrosinistra in merito alla vicenda del disastroso project financing del polo natatorio, che ha messo in ginocchio il Comune.  Nessun project è stato promosso dalla Giunta Merchiori, che anzi fece la scelta di concludere velocemente l’iter laddove era possibile senza oneri aggiuntivi per l’amministrazione comunale. Per interrompere gli altri project l’unica soluzione sarebbe stata il pagamento di milioni di penali.  Comunque il caso del polo natatorio è tutta farina del sacco del centrodestra e della Giunta Avezzù, gli esponenti della Lega chiedano ai loro colleghi di maggioranza il perché di queste scelte capestro. Oppure sulla questione piscine interroghino Bergamin su come mai non abbia portato avanti l'accordo che era stato predisposto dal commissario Ventrice e che avrebbe permesso al Comune di risparmiare e di non ritrovarsi con le spalle al muro e costretto a bloccare tutti i finanziamenti. Su questa vicenda però è stato passato il limite: un conto è la dialettica politica, un altro le accuse infamanti. E se qualcuno continuerà a mentire in maniera spudorata ne risponderà poi in tribunale”, avvisa ancora Azzalin.

“Anche sul Parco Maddalena vengono raccontate tante frottole: da parte nostra c’è l’orgoglio di aver garantito un polmone verde nel cuore della città. Non abbiamo recato alcun danno, bastava che all’epoca fosse concluso l’iter degli espropri, per i quali il sottoscritto aveva messo a bilancio le risorse necessarie. Infine pure sul diamante del baseball vengono dette inesattezze: il progetto riguardava il campo e bisognava agire in fretta per liberare l’area di via Bramante dove è sorto il pattinodromo, che è un gioiello non solo rodigino. La polemica sugli spogliatoi è pretestuosa: chi è venuto dopo di noi poteva stanziare le risorse necessarie per realizzare le infrastrutture mancanti. Bergamin e la Lega - conclude l’esponente dem - vivono di fantasmi, ormai non sono più in Giunta da otto anni. Capisco però che sentano la mia mancanza, perché per quanto riguarda la realizzazione di opere pubbliche il paragone è impietoso”.

 

 

 

15 gennaio 2018
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