RUGBY ECCELLENZA Cda della Rugby Rovigo Delta comunicato alle 21 di martedì 16 gennaio. Scontato l’esito, il patron Francesco Zambelli lascia il timone stufo di doversi difendere. A nulla è servito l’invito del popolo rossoblù e della politica

Zambelli si è dimesso, la fine di sette anni di presidenza

Francesco Zambelli non è più il presidente della Rugby Rovigo Delta
Il Cda della Rugby Rovigo Delta di martedì 16 gennaio
Federico Cogo, Paolo Panin e Francesca Marcato
Francesco Zambelli al suo ultimo giorno da presidente
Il Cda della Rugby Rovigo Delta
Il patron Francesco Zambelli ha rassegnato le dimissioni martedì 16 gennaio
Il patron Francesco Zambelli ha rassegnato le dimissioni martedì 16 gennaio
Il patron Francesco Zambelli ha rassegnato le dimissioni martedì 16 gennaio
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Era scontato, questa volta era chiaro che Francesco Zambelli avrebbe mollato. Una guerra con la Monti Junior e con il Comune, da presidente e sponsor può vantare due scudetti, 6 finali e 5 semifinali. Un palmares di tutto rispetto. Nicola Azzi assume la presidenza almeno fino a fine stagione.
Leggi l'articolo sulle dichiarazioni del sindaco e degli assessori

Leggi l’articolo sul supporto delle società polesane
Leggi l’articolo sul sostegno di Avezzù & C.
Il caso politico tutti a sostegno di Zambelli
leggi l’articolo sulla palestra dei Bersaglieri 
leggi l’articolo sulla condizioni del Battaglini
leggi le dichiarazioni di Paulon e Saccardin
leggi l’articolo sulle dimissioni di Zambelli
leggi l’articolo sul sostegno della Lista Menon


Rovigo - E' la fine di un'era? Probabilmente si. L'abbandono di Francesco Zambelli, che ha dato le dimissioni da presidente della FemiCz Rovigo e che quasi sicuramente a fine campionato ridurrà la propria sponsorizzazione con la società rossoblù, è l'amara conclusione di un rapporto fatto di impegno concreto e di una passione nata quasi per caso e poi diventata viscerale. Dal 1989/90, anno della prima sponsorizzazione targata CZ Cagnoni, fino a oggi, con alcune interruzioni nel mezzo, Francesco Zambelli è stato al centro della storia del rugby rodigino. Per 17 stagioni è stato lo sponsor della squadra (nessun’altra azienda ha legato il suo nome per un periodo così lungo al Rovigo) e da 7 anni ne è anche il presidente, esattamente come lo è stato in passato Dino Lanzoni, mentre il recordman di durata al vertice della società rossoblù spetta a Lino Rizzieri con i suoi 14 anni di presidenza. Adesso ha detto basta. Se ne va non per i brutti risultati della squadra o per la cattiva gestione del club. No, anzi. Nelle ultime quattro stagioni la FemiCz Rovigo ha centrato altrettante finali, vincendone una, e tenendo i conti in ordine. Nella sua lunga militanza rossoblù, sia come sponsor che come presidente, Zambelli può vantare due scudetti, 6 finali e 5 semifinali. Un palmares di tutto rispetto. 

Zambelli se ne va purtroppo per un'assurda polemica nella quale la politica è entrata a gamba tesa un po' da tutte le parti con l'intento di portare a casa qualche spicciolo vantaggio elettorale (leggi le dichiarazioni di Paulon e Saccardin). Gli svariati milioni di euro che la sua azienda (e qualche volta anche di tasca propria) ha dato al club rodigino a un certo punto sono diventati carta straccia tanto che gli è stata data una pubblica tirata d'orecchi per non aver avuto cura del Battaglini. Non è il caso di addentrarci nelle pieghe di una questione che ha spaccato la città e sulla quale ognuno ha detto la sua, anche se il sindaco Bergamin ha salvato i due assessori (LEGGI ARTICOLO). Altri lo hanno fatto e lo faranno. Quello che resta alla fine di questa brutta vicenda (perchè da qualunque parte la si guardi rimane tale) è un club tra i più titolati del rugby italiano, con i suoi 12 scudetti e i suoi 74 campionati di massima divisione consecutivi, che perde un presidente appassionato e uno sponsor tra i più munifici che ci siano stati nella sua storia. Il tutto, non dimentichiamolo,  per una querelle innescata sul pavimento malmesso di un vecchio spogliatoio dello stadio adibito da anni a palestra (leggi l’articolo sulla palestra dei Bersaglieri) che si sarebbe potuto sistemare, almeno temporaneamente in attesa di quella nuova quasi pronta, con qualche centinaio di euro. Anche per questo l'esito di questa vicenda desta amarezza e sconcerto. Le dimissioni di Francesco Zambelli, comunque le si giudichino, sono una sconfitta per tutti e raccoglierne l’eredità non sarà facile. In quasi vent'anni di frequentazione dei piani alti di Viale Alfieri, il patron della FemiCz ha fatto cose buone e altre meno, commettendo inevitabili errori (chi non ne fa?), primo tra tutti quello di seguire talvolta consigli e suggerimenti non sempre azzeccati. Ha fatto le sue battaglie, giuste o sbagliate che fossero, mettendoci sempre nome, cognome e indirizzo. Avrebbe voluto un campionato d'Eccellenza migliore e un diverso rapporto con le franchigie e per questo si è scontrato con la federazione uscendone sconfitto, ma nell’appiattimento generale sulla politica FIR è stato una voce fuori dal coro.  Nella battaglia fratricida con la Monti Junior ha cercato di portare avanti le sue idee (LEGGI ARTICOLO) , ma si è arrivati a uno scontro dove, tra polemiche e prese di posizione, si è perso di vista l'obiettivo finale: quello di rilanciare il settore giovanile. Ora è arrivata anche l'accusa di “vandalo”. Troppo per un uomo che con i suoi pregi e i suoi difetti ha caratterizzato un periodo importante della storia rossoblù. Prima o dopo Zambelli avrebbe comunque lasciato (l'età e la salute non si possono mettere da parte), ma andarsene così fa male alla società e alla città. A soffrirne più di tutti, però, sarà lui.

Martedì 16 gennaio alle 21 e 15 il Cda della Rugby Rovigo Delta, sul tavolo le dimissioni del patron Zambelli, presente ovviamente il suo vice Nicola Azzi, l’avvocato Federico Cogo e Giovanni Zanella, Massimo Chiarelli, Paolo Panin, Lello Salvan, Francesca Marcato, il collegio sindacale con Andrea Previati e Michele Ghirardini. assenti Carlin (collegio sindacale) e il consigliere Bruno Piva. Il primo ad arrivare un preoccupato Paolo Panin, a seguire Francesca Marcato e Andrea Previati e via via tutti gli altri. Un Francesco Zambelli deciso, quasi sereno e sorridente, i sassolini che di doveva togliere dalle scarpe se li è tolti quasi tutti. Ha descritto con novizia di particolari ciò che è successo in questi giorni (abbondantemente raccontato dalla stampa, ndr), dalla polemica della vecchia palestra, a quella non ancora consegnata come frutto di un disegno più ampio, ovvero portarlo alle dimissioni. Sarà la storia a raccontarlo.
Cda durato fino alle 23 e 45, Zambelli ha lascito il timone a Nicola Azzi che sarà presidente fino a giugno 2019, ma ha assicurato il suo impegno fino a fine stagione.

“Tutto è nato dalla convenzione capestro firmata nel 2014, quando il Comune era commissariato (Prefetto Caludio Ventrice, ndr) - ha ribadito Zambelli a mezzanotte - ho portato pazienza fino alla nomina del nuovo sindaco, dopo una campagna elettorale con tante promesse. Poi anche i lavori si sono dimostrati più consistenti del previsto. Ma ora capisco che la prossima revisione della convenzione è inquinata da altre cose”. Paulon chiede di inserire la Monti Junior Rovigo, ma i rapporti tra il primo piano e lo “scantinato” non sono ancora in linea. Due società distinte con gli stessi colori, una anomalia della città ovale. “La loro autonomia organizzativa può restare in piedi, ma non può essere rifiutata una filiera con la Rugby Rovigo Delta”. 

Francesco Zambelli resta nel Cda, ma piano piano si sfilerà, come anche la sua corposa sponsorizzazione che già dall’anno prossimo potrebbe ridursi del 50 per cento, forse anche di più.

Sulle ipotesi del sindaco Bergamin “Vi dà un dato, bilancio Rugby Rovigo) sulle vere ragioni dell’abbandono di Zambelli, il presidente dimissionario ha risposto: “Ci mancava anche questa. E' un argomento che non esiste, sarei rimasto altri 10 anni”.

 

Roberto Roversi
Giorgio Achilli

 

16 gennaio 2018
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