RUGBY ECCELLENZA Spogliatoi della Monti Junior Rovigo al collasso, ma è buona parte del Battaglini che è inagibile. Nicola Azzi, neo presidente della Delta, incontrerà subito gli assessori competenti 

Questione della vecchia palestra non ancora chiusa

Il nuovo presidente della Rugby Rovigo Delta, l'architetto Nicola Azzi. In alto a sinistra Andrea De Marchi che lascia cadere il bilanciere sull'apposito fondo adibito per i pesi, in basso il buco negli spazi retrostanti, in alto a destra l'intonaco danneggiato degli uffici, in basso a destra il lago davanti agli spogliatoi della Monti (non è pioggia)
Il lago davanti agli spogliatoi della Monti Junior Rovigo. E non è pioggia
Il lago davanti agli spogliatoi della Monti Junior Rovigo. E non è pioggia
Il locali della caldaia degli spogliatoi della Monti Junior Rovigo
Il fermo immagine di Andrea De Marchi nella zona adibita ai pesi. Un fondo speciale attutisce il colpo del rilascio del bilanciere, solaio che è stato anche recentemente rifatto dalla Rugby Rovigo Delta
L'attuale situazione della vecchia palestra della Rugby Rovigo Delta
Nel reparto dove è situata la panca ci sono dei buchi nella vecchia palestra, una struttura già vecchia negli anni '70 e totalmente inagibile
Negli uffici di viale Alfieri crolla anche l'intonaco
Nicola Azzi
Deltablues 2018

La palestra attualmente in uso ai Bersaglieri, durante le partite, deve rimanere chiusa perchè inagibile, negli uffici di viale Alfieri è caduto perfino l’intonaco sul fotocopiatore, gli spogliatoi della Monti Junior Rovigo sono in condizioni allarmanti, l’acqua delle docce resta in superficie, davanti c’è del liquido che ristagna, ed affiora probabilmente da delle vasche biologiche o da dei tubi rotti. Nicola Azzi, nuovo presidente della Rugby Rovigo Delta, come primo passo incontrerà gli assessori di competenza per risolvere la questione stadio Battaglini

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Rovigo - Diciamo le cose come stanno. La palestra attualmente in uso ai Bersaglieri in viale della Costituzione, originariamente nata per altri scopi (spogliatoi), ed adattata negli ’90 per attività di pesistica e ginnastica, non solo non è a norma per l’attività attuale, ma durante le partite deve rimanere chiusa perchè inagibile. Ogni altro tipo di discorso passa quasi in secondo piano, se non fosse che proprio in quei locali pieni di muffa, umidità, e buche, si allenano i rossoblù con un bilanciere olimpico solo a disposizione. Un problema sorto perchè la nuova palestra finanziata dalla Regione Veneto non è pronta (LEGGI ARTICOLO), un progetto modificato che doveva essere consegnato in 180 giorni, ma che per quattro mesi si è bloccato per avere il via libera proprio degli uffici di Palazzo Balbi (questo sostiene il sindaco Bergamin e non lo vogliamo contestare, ndr) (LEGGI ARTICOLO).

Ovviamente è stato argomento di discussione durante la conferenza stampa sulle dimissioni di Francesco Zambelli (LEGGI ARTICOLO), il nuovo presidente della Rugby Rovigo Delta, l’architetto Nicola Azzi, ha mostrato le foto dei lavori svolti dalla società non solo nella palestra attualmente in uso, ma ha anche fatto vedere il video che in questi giorni l’assessore allo Sport Luigi Paulon mostra ai giornalisti. Il Bersagliere che alza il bilanciere è Andrea De Marchi (GUARDA IL VIDEO), lo fa sopra del materiale specifico atto ad attutire l’impatto del bilanciere stesso. Fin qui nulla di strano, evidentemente l’assessore Paulon vuole mostrare la dinamicità del gesto e la potenziale pericolosità dell’impatto, perché’ altrimenti non si spiega visto che le voragini che si sono create non sono in quel punto, ma dietro dove sono poste le panche. Una struttura degli ’70 fatta in “economia”, parole di Adriano “Puma” Zamana, non uno qualsiasi, ma un Bersagliere che in quei locali si è cambiato più volte.

“Nella vecchia palestra abbiamo rifatto un solaio. Rifatto in calcestruzzo e attrezzato con un tappeto di gomma - spiega il neo presidente della Rugby Rovigo Delta Nicola Azzi - per permettere gli allenamenti di pesistica. Abbiamo rifatto gli impianti delle docce a nostre spese (15 mila euro). Agli spogliatoi delle giovanili c’è l’acqua delle docce che resta in superficie.  Abbiamo fatto un sacco di lavori per arrivare ad ottenere l’agibilità.

La convenzione prevede la sola manutenzione ordinaria e non quella straordinaria del Battaglini che invece spetta al comune. Noi ci siamo fermati dal fare investimenti importanti quando è stato approvato il progetto di ristrutturazione della tribuna ovest (Lanzoni, ndr)”. Manutenzione straordinaria che spetta al Comune di Rovigo, c’è scritto nella famosa convenzione del 2014, ma nel caso sia certificato un uso improprio o ci sia il dolo della società o di uno suo tesserato, è la Rugby Rovigo Delta a dover pagare. Dalla nostra ricognizione, e come già evidenziato nell’articolo che ha scatenato la bufera, nel punto incriminato dove Andrea De Marchi alza il bilanciere il fondo è perfetto, infatti è ricoperto da materiale speciale e specifico per quella attività. Invece, nello spazio angusto retrostante, e separato da un tramezzo (largo circa un metro e mezzo) le buche ci sono. In quel punto non si può fare quella operazione specifica, non c’è lo spazio necessario. Evidente il tempo, il peso degli atleti uniti ai bilancieri sopra le panche, e il relativo peso di chi aiuta a riposizionarli, sono stati sufficienti. Delle due l’una: o i locali andavano chiusi negli anni ’90, oppure adesso non si può scaricare la responsabilità a chi si è trovato a gestire uno stadio colabrodo.

“Abbiamo delle urgenze - continua Azzi - e delle necessità: capire quando inizieranno i lavori alla Lanzoni. Il mio primo atto da presidente sarà quello di incontrare gli assessori. Perché la mia paura è quella che l’ultima tranche di lavori durerà circa altri due anni e gli uffici non posso collocarli in un container se prima non mi vengono consegnati gli spazi del Museo e della palestra (il sindaco Bergamin ha assicurato che saranno pronti tra 15 giorni, ndr).

Francesco Zambelli mi ha fatto una promessa: non appena sistemerò i rapporti con la Monti e la questione agibilità tornerà. Quindi conto di vestire i panni del presidente per una breve parentesi.  A fine giugno se le cose non cambieranno sarà poi il consiglio a decidere il da farsi e il prosieguo della società”.

Giorgio Achilli

 

 

 

17 gennaio 2018
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