ELEZIONI POLITICHE ROVIGO 2018 L'Agcom detta una serie di regole per la Par condicio alle piattaforme digitali e ai social network per la campagna elettorale

La par condicio approda ai social 

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Parità di accesso, indicare i post sponsorizzati dai politici come ‘messaggio elettorale’, vietata la pubblicazione dei sondaggi nei 15 giorni prima del 4 marzo, comunicazione istituzionale, silenzio elettorale sui social 2 giorni prima del voto e più fact-checking. Ecco le sei linee guida approvate dall’Agcom per la ‘par condicio’ su “Facebook e Google, in particolare”, durante la campagna elettorale per le politiche 2018
 

Rovigo - “Pari opportunità" ai candidati e ai partiti in corsa per le elezioni politiche del 4 marzo anche nelle piattaforme digitali e nei social network. A deciderlo è l’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, approvando le Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale per le elezioni politiche 2018. Una iniziativa unica nel mondo che rientra nei compiti istituzionali che la legge del 22 febbraio 2000, n. 28 affida all’Autorità in materia di par condicio elettorale.

La prima è la Parità di accesso, ossia che è necessario che sia garantito per tutti i soggetti politici, con imparzialità ed equità e alle medesime condizioni, l’accesso agli strumenti di informazione e comunicazione politica forniti dalle piattaforme digitali (Google e Facebook, in particolare). 

Secondo non si deve parlare di post ‘sponsorizzati’, ma ‘messaggio elettorale’: con riferimento ai post sponsorizzati dai politici, quando è possibile, l’inserzionista deve indicare la natura di “messaggio elettorale”, specificando, altresì, il soggetto politico committente, proprio come già avviene per i messaggi politico-elettorali sulla stampa quotidiana e periodica. Questi riferimenti potranno essere inseriti direttamente sui messaggi pubblicitari dove tecnicamente possibile, o in alternativa dovranno comparire sul sito al quale rimanda il messaggio pubblicitario.

Terzo non sono ammessi contenuti illeciti e contenuti la cui diffusione è vietata dalla legge (sondaggi): particolarmente urgente è la necessità di condividere modalità di utilizzo degli strumenti per assicurare un intervento in tempi consoni in caso di diffusione di messaggi o videomessaggi in violazione di legge, quali, ad esempio messaggi con contenuti illeciti, messaggi lesivi dell’onore e della reputazione di altri candidati o messaggi che, con montature artefatte di interventi o dichiarazioni di un soggetto, attribuiscano a questi false affermazioni o posizioni non rispondenti al vero (diffamazione). Allo stesso modo, sarà necessario identificare procedure che consentano all’Autorità di segnalare alle piattaforme online contenuti che diffondono sondaggi nei 15 giorni antecedenti il voto, pratica vietata dalla legge.

Quarto punto riguarda la Comunicazione istituzionale. Uno spunto derivante dalla normativa che ben si presta a un’elaborazione in sede di digital environment è l’articolo 9 della citata legge n. 28/2000, relativo al divieto di comunicazione istituzionale. Questo, infatti, può ben riguardare anche l’utilizzo di account istituzionali di social media per la diffusione di messaggi e comunicazione istituzionale. Infatti, la stessa Presidenza del Consiglio ha già invitato le amministrazioni a utilizzare i propri canali di comunicazione via internet in modo rispettoso dei principi espressi dalla legge in occasione di consultazioni elettorali.

Quinta regola il Silenzio elettorale sui social nei 2 giorni prima del voto: “Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale”. La normativa vigente vieta di fatto ogni forma di propaganda elettorale (in tv e attraverso comizi pubblici) nel giorno del voto e in quello precedente. Questa viene riproposta anche sulle piattaforme per evitare di influenzare con pressioni indebite l’elettorato ancora indeciso”.
 
Infine le Raccomandazione sul Fact-checking, alcune delle quali già avviate da Google e Facebook.
 
4 febbraio 2018
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