ELEZIONI POLITICHE ROVIGO 2018 Diego Crivellari e Pier Paolo Baretta, candidati a Camera e Senato, durante la visita a Scardovari e Pila con gli operatori ittici confermano l'attuazione del regime contributivo

Abbattute quasi della metà le tasse sulla pesca 

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Lo sgravio contributivo di 45 punti percentuali per i lavoratori del settore della pesca ci sarà: lo rendono noto ai pescatori di Scardovari e Pila i due candidati del centrosinistra Diego Crivellari e Pier Paolo Baretta, che confermano come questo sia uno strumento utile per dare forza al settore 



Porto Tolle (Ro) - Arrivano buone notizie per il settore della pesca costiera, lagunare e delle aree interne. A renderlo noto sono Diego Crivellari, candidato all’uninominale della Camera dei Deputati, ed il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta candidato al Senato, che confermano l'attuazione del regime contributivo, previsto dall'ultima legge di bilancio, durante la visita a Scardovari e Pila negli stabilimenti ittici e nell’incontro con gli operatori del settore.

“In legge di bilancio lo scorso dicembre avevamo fissato uno sgravio contributivo di 45 punti percentuali per i lavoratori del settore della pesca, - esordisce Diego Crivellari - un atto importante quanto unico per il settore. Oggi, i ministeri delle Politiche Agricole e del Lavoro hanno reso noto che, a seguito dell’impegno dei due ministri Poletti e Martina e con la collaborazione degli enti coinvolti, è stata individuata una soluzione per garantire l’attuazione del regime contributivo previsto per il settore della pesca dall’ultima legge di bilancio. Un intervento di legge che toccava un intero settore ma di rilevante importanza per un territorio come il Polesine. Per il mondo della pesca della nostra provincia è sicuramente un ostacolo superato, ed un utile strumento per dare forza ad un settore economico decisivo per il Polesine”.

Nei giorni scorsi, Baretta ha seguito da vicino la vicenda che aveva portato alla sospensione dell’applicazione degli sgravi contributivi alle imprese che esercitano la pesca costiera e la pesca nelle acque interne e lagunari, perché a rischio di essere giudicati aiuti di Stato dalla Commissione europea. “Siamo stati convinti fin dall’inizio – spiega il sottosegretario – che si trattava di un’interpretazione errata della norma europea. Infatti, non può essere considerato aiuto di Stato, perché non siamo di fronte ad una fascia ristretta, ma a un intero settore produttivo, come avviene anche in altri Paesi europei. Si tratta di una risposta doverosa per territori come quelli di Chioggia e del Polesine, per i quali la pesca rappresenta un settore economico decisivo, sul quale eravamo già intervenuti con la riduzione delle accise sul gasolio”.

8 febbraio 2018
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