FURTO MELARA (ROVIGO) Resta in carcere il romeno di 29 anni arrestato dai carabinieri. I padroni dell'abitazione lo avevano visto scappare dal garage. Inseguito e bloccato

Preso mentre ruba in casa. "Devo mantenere i figli"

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Era stato arrestato nella tarda mattinata di mercoledì 7 febbraio, secondo le contestazioni al termine di un breve inseguimento che aveva visto prevalere i carabinieri (LEGGI ARTICOLO). Nella mattinata di giovedì 8 febbraio, al termine della convalida, il giudice ha disposto che il 29enne romeno rimanga in carcere



Melara (Ro) - Il processo per direttissima si terrà il prossimo 15 febbraio. Nell'attesa, il giovane romeno, di 29 anni, arrestato dai carabinieri dopo, secondo le contestazioni, un furto in abitazione, resterà in carcere. Questa la decisione presa, nella mattinata di giovedì 8 febbraio, dal giudice Angelo Risi, presidente del Tribunale di Rovigo, chiamato a convalidare l'arresto.

Tutto aveva avuto inizio, secondo questa ricostruzione dei fatti, nella mattinata di mercoledì 7 febbraio, quando gli ignari proprietari di un’abitazione isolata nella campagna di Melara, nel tornare a casa, avrebbero visto un giovane uscire dal loro garage, salire su un’auto e scappare a forte velocità sulla strada interpoderale in direzione Castelmassa.

 Subito si sono accorti del furto e si sono messi a seguire l’auto contattando il 112, fornendo la direzione di fuga nonché il modello dell’auto e la descrizione del malvivente. I militari di Castelmassa hanno intercettato l’auto nell’abitato di Castelnovo Bariano, scoprendo al suo interno la refurtiva composta da svariati utensili e cavi di rame di alcune decine di metri.

Il giovane, B.C.I. 29enne romeno residente a Bondeno, già noto alle forze dell'ordine anche per episodi di questo tipo, veniva tratto in arresto per furto aggravato. Ad assisterlo nel corso dell'udienza di convalida, il difensore avvocato Federico Laurenti, che ha chiesto e ottenuto termine a difesa, con il rinvio al prossimo 15 febbraio. Per quanto comcerne le misure cautelari, il giudice ha disposto il carcere.

L'imputato avrebbe deciso di rispondere alle domande del giudice. Avrebbe in sostanza ammesso l'addebito, spiegando che deve mantenere i figli. Questo nonostante abbia un regolare lavoro.

8 febbraio 2018




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