COMMERCIO ROVIGO La Regione ha accolto tutte le proposte avanzate dai Comuni, 58 a livello veneto. Si tratta di un nuovo strumento per il rilancio delle attività

Ecco i distretti. In Polesine sono 5

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Una notizia importante per il Polesine, che ha visto le proprie proposte accolte integralmente. Confermati quindi i distretti del commercio per i quali avevano fatto domanda i Comuni di Adria, Lendinara (in aggregazione con numerosi altri Comuni della zona), Occhiobello (in aggregazione con Stienta), Porto Viro e Rovigo



Rovigo - "Sono 58 i nuovi distretti del commercio, distribuiti in tutte le province venete, approvati oggi dalla Giunta Regionale che ha valutato le proposte di individuazione presentate dai Comuni ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale n. 50 del 2012".

Sono cinque in tutto i distretti del commercio approvati che si trovano in Polesine. Di seguito l'elenco

 

 

Comune

Distretto Urbano o Territoriale*

Comuni aggregati

Denominazione Distretto

 

ADRIA

Urbano

 

Distretto urbano commercio e cultura Adria

 

LENDINARA

Territoriale

Badia Polesine - Fratta Polesine - Giacciano con Baruchella - Lusia - Pincara - Villanova del Ghebbo

Distretto del commercio del Medio-Alto Polesine

 

OCCHIOBELLO

Territoriale

Stienta

Eridania Distretto

 

PORTO VIRO

Urbano

 

Distretto urbano del commercio di Porto Viro

 

ROVIGO

Urbano

 

Distretto Urbano del commercio di Rovigo

 

 

 Lo ha reso noto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Commercio Roberto Marcato, al termine di un percorso con il quale erano già stati finanziati i primi progetti pilota per l’individuazione dei distretti del commercio, che costituiscono una delle principali forma di politica regionale in favore delle attività commerciali in ambito urbano.

“E’ stata eccezionale la risposta del territorio sia in termini quantitativi, sia qualitativi - commenta Marcato- Tutte le 58 proposte esaminate a valere sul 2018 - che hanno coinvolto complessivamente ben 111 amministrazioni comunali – sono state infatti ritenute corrispondenti ai criteri dettati dalla Giunta regionale in tema di sviluppo delle politiche attive e sono frutto della fattiva collaborazione di tutti gli attori del sistema: amministrazioni comunali, associazioni di categoria, camere di commercio e imprese, sotto la guida regionale che li ha accompagnati nel percorso. In particolare i Comuni hanno saputo cogliere l’opportunità offerta dalla Regione ed hanno creduto nel modello di aggregazione già sperimentato da alcuni sul territorio regionale”. 

A partire dal 2019, entro il 30 aprile di ogni anno, i Comuni potranno presentare nuove proposte di individuazione dei distretti del commercio. La Regione effettuerà un’azione di monitoraggio sull’attuazione delle iniziative contenute nelle proposte di individuazione, a garanzia che gli impegni assunti dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni di categoria siano rispettati.

“Il modello distrettuale - conclude Marcato – rappresenta una chiave di volta per il rilancio e la competitività dei poli urbani, che mette in sinergia le attività commerciali e le altre attività economiche dei diversi contesti territoriali".

I distretti del commercio, secondo l'auspicio della Regione del Veneto, sono zone nelle quali imprenditori, commercianti, istituzioni e cittadini collaborano per portare avanti un miglioramento del territorio unitamente a uno sviluppo economico e all'ottimizzazione della qualità della vita.

Gli scopi della realizzazione di un distretto del Commercio, spiega la Regione del Veneto, sono i seguenti: "Rigenerare il tessuto urbano, rivitalizzandone la centralità, sviluppando idee a sostegno del commercio, anche attraverso idonee forme di attrattività del distretto; promuovere un’interazione tra i cittadini, imprese e pubblica amministrazione nelle scelte strategiche del distretto; svolgere un’azione di alto profilo qualitativo che si uniforma agli indirizzi già diffusi in ambito europeo e nazionale, nell’ottica della prospettazione delle cosiddette smart citiesvalorizzare la qualità del territorio con azioni innovative di politica attiva, adatte al contesto economico e sociale del distretto".

6 marzo 2018
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