TRIBUNALE ROVIGO Si avvia verso la conclusione il procedimento verso i due polesani di origine nomade che dovevano rispondere di un reato terribile

Accusati di stupro, ma non erano in città

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Difficile che quella sera potessero essere a Reggio Emilia, nel locale campo nomadi, a stuprare la figlia di un altro Rom. Le testimonianze sembrano aver convinto anche il Pm


Reggio Emilia - Non erano a Reggio Emilia quella notte del 30 marzo 2017, lo dicono diversi testimoni e le telecamere. Erano infatti a Badia Polesine i due di origine nomade difesi dall’avvocato Andrea Cirillo. Una 21enne quella maledetta notte era finita all’ospedale con lesioni compatibili con una violenza sessuale. In aprile i due polesani erano stati arrestati perché sospettati di essere gli autori dello stupro, ma poi il Gip li aveva rimessi in libertà, ora anche la procura sembra essersi convinta dell’innocenza dei due badiesi. Deciderà il giudice.

 

 

17 aprile 2018
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