RICONVERSIONE DI POLESINE CAMERINI PORTO TOLLE (ROVIGO) 8.000 turisti al giorno l’offerta di accoglienza di DeltaFarm, il villaggio turistico di Human Company, vincitore del bando Futur-E di Enel

Il futuro del Delta parte dalla ex centrale Enel

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Il progetto della Human Company mette d’accordo tutti i soggetti. Scelto da Enel nell’ambito del bando Futur-E è stato presentato ufficialmente nella sala consiliare del comune di Porto Tolle il 17 aprile 2018. Un villaggio turistico esclusivo per il turista nordeuropeo, ma anche italiano, che intende affermarsi come polo sportivo, come punto di riferimento del benessere, nel rispetto della sostenibilità ambientale, sviluppando le eccellenze locali del food. Una realtà imprenditoriale dell’accoglienza che apre le porte all’occupazione locale a sole due condizioni: conoscenza dell’inglese e sorriso sulle labbra


Porto Tolle (Ro) - 8.000 turisti al giorno per un centro turistico esclusivo che affonda i propri punti di valore nella natura, nel benessere, nel food a km zero, e nella voglia di realizzare un centro sportivo di fama internazionale. C’è da sgomitare nella folla in sala consiliare per sapere come sarà il grande centro di accoglienza turistica che sorgerà al posto dell’impianto Enel di Polesine Camerini. La centrale di produzione di energia elettrica, il cui declino è iniziato negli anni ‘90, ha fin dalla nascita un rapporto stretto col territorio, la vita intera di Porto Tolle si è svolta come in un matrimonio con Enel, che l’interesse con tanti cittadini presenti dimostra, non essere mai venuto meno. 

Il sindaco Claudio Bellan apre i lavori: “È un appuntamento storico per lo sviluppo di un sito fondamentale per la nostra storia, attivo e produttivo dagli anni ‘60 fino ai ‘90. Poi i cambiamenti economici, i tagli all’energia che hanno messo in crisi un sito che oggi cerchiamo di riqualificare attraverso una nuova progettazione. Ci sarà diversa strada da fare per completare il percorso che oggi è una tappa significativa ed importante”. Il nuovo interlocutore è una società privata rappresentata da Marco Galletti, ad di Human company. “Le nostre potenzialità turistiche ed ambientali sono state raccolte da Human company” spiega Bellan. Fondamentale è partire al più presto, ovvero riuscire far sì che tutta la fase di bonifica e demolizioni siano fatte rapidamente con l’impegno di tutte le istituzioni. 
Il binario da seguire secondo Bellan è chiaro: da una parte le autorizzazioni e dall’altra le problematiche del territorio da salvaguardare. 

Bellan si guarda indietro: “Nel 2014 Enel ha deciso di cambiare rotta rispetto alla prospettiva del carbone che veniva portata avanti da una decina di anni. In meno di quattro anni ecco la prospettiva che è un’idea compatibile con la ricchezza su cui il territorio ora vuole puntare: ambiente e turismo. La certificazione Mab Unesco in qualche modo ha segnato la via, ora è indispensabile seguirla”.

Tutto ciò sottolineando come la demolizione sia un punto fermo, che coinvolge imprese locali e Enel in primis.
“Oltre 100milioni di euro di investimento, per lavori affidati anche a maestranze locali per diversi anni, anche con due cantieri in contemporanea - Bellan non nasconde una certa soddisfazione - per un progetto che assume una valenza europea per numero turisti e investimento economico. Diventeremo un punto sulla carta geografica non più sconosciuto ma noto che attrarrà altri investimenti”.

Marco Fragale, responsabile Enel del progetto Futur-E spiega come siano 23 le centrali Enel in declino dagli anni ‘90 a cui Enel ha cercato di dare nuova vita inserendole nel progetto Futur-e. Nel tempo il ruolo delle grandi centrali è venuto meno grazie alle energie rinnovabili e ai prosumer. Le 23 centrali insieme producevano 13 gigawatt. Tre sono già riqualificate, altre sei sono giunte al concorso dei progetti, le altre sono ancora alla fase delle idee da portare avanti. “Il minimo comune denominatore - spiega Fragale - è la sostenibilità ambientale, economica e l’indotto”. 

Per Porto Tolle, Enel ha ricevuto due progetti di riqualificazioni entrambi ritenuti idonei dalla commissione apposita, all’inizio si parlò di integrazione dei due. Dopo l’offerta economica “abbiamo scelto il progetto che ci sembrava più idoneo e lo portiamo avanti” spiega Fragale. “Come facciamo a portarlo avanti? Con una vera e propria alleanza per Porto Tolle, in cui stakeholder, i portatori di interesse, convergono nel progetto; oltre ad avere più attività in contemporanea possibili”.

La progettazione di massima del progetto la presenta Marco Galletti, ad di Human Company, società leader di mercato nel turismo open air che si occupa di accoglienza turistica dal 1982. Gli ultimi due più importanti investimenti sono in Veneto: un villaggio turistico vera attrazione per turisti nord europei ad Eraclea e il Deltafarm di Porto Tolle. “Due siti diversi - spiega Galletti - Eraclea è già un prodotto turistico spendibile ed esistente; di Porto Tolle ci ha convinto la bellezza di questa terra da farla diventare una nuova destinazione turistica, ma c’è bisogno della partecipazione di tutti. Vorremmo far diventare Porto Tolle un esempio di riconversione di risorse umane, ambientali e territoriali che affondano l’eccezionalità nel food, e in un’offerta sportiva unica in Italia. Sarà un Villaggio all’aria aperta che conterà 8.000 presenze giornaliere, che avrà un centro visite per la valorizzazione delle eccellenze locali con un mercato del pesce quotidiano, mercato dei fiori e dei prodotti locali come il riso, intendiamo farla diventare una destinazione unica perché il turista non si fermi solo a Jesolo. In 12 mesi dall’inizio dei lavori riusciremo ad aprire il villaggio. Le demolizioni possono essere fatte in contemporanea ma dovranno essere finite quando il villaggio aprirà. I giovani della zona quando aprirà il villaggio potranno lavorare per noi, chiediamo solo due cose: inglese e sorriso sulle labbra, il resto lo insegniamo noi. Manterremo una gestione del villaggio completa: check in e check out, parchi, supermercati, attrezzature, sarà come entrare in una piccola città”.  

La Human Company è leader del turismo all’aria aperta in Italia con il 6% del settore che vanta 60 milioni di presenze annue. Il trend è in crescita, rimanendo per lo più sconosciuti agli italiani. La società gestisce parecchie strutture in Italia di cui diverse in Veneto: Camping village a Marghera, sul Garda un family park, anche ostelli come Plus Florence, Plus Berlino, quest’ultimo premiato come miglior ostello del mondo lo scorso anno.
Le strutture conosciute a livello internazionale sono il Firenze camping town, il family park a Roma, il Palagina resort nel Chianti a Figline Valdarno. “Abbiamo capito - spiega Galletti - che è l’atmosfera che fa diventare vincente il luogo. Siamo per l’accoglienza soprattutto esclusiva. A Porto Tolle studieremo una stagione lunga da aprile a fine settembre diversificando i turisti. Portiamo economia circolare nelle zone che occupiamo. Nel Delta del Po porteremo anche delle soluzioni economiche come le tende family”. 

Deltafarm punterà sull’eccellenza di un polo sportivo, sport acquatici soprattutto surf. La vocazione sportiva del luogo sarà di attrazione per gli italiani e nella bassa stagione attrazione per atleti e dilettanti che si vorranno allenare. Tra le varie chicche un campo di beach volley con sabbia finlandese utilizzata nelle ultime Olimpiadi. Partirà un progetto di monitoraggio del benessere degli atleti attraverso braccialetto elettronico fornito a tutti. “Le altre eccellenze - chiude Galletti - saranno quelle del mangiare bene, del fornire servizi all’altezza. Open air, open mind”. 

Gianmichele Gambato, vicepresidente di Confindustria Venezia Rovigo, la considerazione finale: “Oggi viene presentato un progetto, la soluzione di quello che per anni è stato un problema. Oggi si è creata una aspettativa. Nell’estate 2020 inauguriamo l’opera? Ci speriamo. È un progetto che ha valenza territoriale, forse sovra provinciale. Accordo di programma diceva prima Fragale. Ecco mi piacerebbe un documento di questo tipo, che mettesse nero su bianco tutte queste idee, dove ogni interlocutore si prenda le proprie responsabilità, Enel è un associato di Confindustria, spero anche Human Company lo diventi. Ho sentito la parola demolizione, la demolizione è una fase temporanea di un progetto, qui si costruisce”.

Pierpaolo Baretta, sottosegretario del ministero della Economia e delle Finanze, le parole finali sul progetto possibile, praticabile. “Oggi simbolicamente stiamo celebrando quell’accordo di programma che deve essere finito dal punto di vista istituzionale, ma è come se lo stessimo sottoscrivendo qui adesso. Ricordiamo però da dove veniamo, da scelte industriali di Enel che misero in crisi il sito, fino alla discussione non facile della conversione a carbone. Il sindaco Bellan si presentò all’inizio del suo mandato con quel progetto. Oggi si parla di sviluppo turistico come se fosse una cosa ovvia e da tutti accettabile, ma tutti noi abbiamo fatto un percorso, diverso. Voglio dare atto a tutta la comunità di aver saputo guardare il suo futuro, aver saputo scegliere con coraggio di guardare oltre, tenendo attenzionata Enel perché sia responsabile di tutti i passaggi. Sottolineo questo metodo perché è democratico ed è garanzia di controllo, garanzia per l’imprenditore che lascia e di quello che subentra. Emerge una capacità di costruzione che assume la vocazione turistica del territorio. Business, sostenibilità e sviluppo integrato che va valorizzato al massimo di fronte a questa progettualità di riconversione industriale che appare potenzialmente capace di riuscire”.
17 aprile 2018
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