PROCESSO FANGHI COIMPO ADRIA (ROVIGO) I due comuni polesani incaricano due legali esterni per andare in giudizio nel processo per lo smaltimento abusivo dei rifiuti. Chiederanno i danni 

Coimpo, Villadose e San Martino di Venezze si costituiscono parte offesa

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E’ stato fissato all’otto maggio l’apertura del procedimento preliminare nel dibattimento per lo smaltimento illecito di rifiuti nei confronti degli amministratori e dei legali rappresentanti delle ditte Coimpo e Agribiofert, chiamati a rispondere per presunte irregolarità nello smaltimento di rifiuti. I comuni di Villadose e San Martino di Venezze, dopo quello di Adria (LEGGI ARTICOLO) hanno deciso di costituirsi parte offesa



Villadose e San Martino di Venezze (Ro) - Le giunte di Villadose e di San Martino di Venezze, rappresentando i Comuni, nei giorni scorsi hanno deciso di costituirsi in giudizio in qualità di parte offesa, nel procedimento penale pendente al Tribunale di Venezia che vede coinvolti i vertici di Coimpo e Agribiofert di Adria, per reati di materia ambientale che hanno interessato anche terreni dei due comuni (LEGGI ARTICOLO). Questo è uno dei filoni dell’inchiesta sul sito di Ca’ Emo, che fu teatro della morte di quattro persone nel 2014.

L’amministrazione di Villadose ha affidato il mandato, a tutale delle ragioni del Comune, all’avvocato Marco Casellato di Rovigo, mentre quella di San Martino ha incaricato Matteo Ceruti del foro di Rovigo. 

Secondo i capi di accusa attraverso plurime azioni, i vertici Coimpo e Agribiofert avrebbero gestito, ricevuto, ceduto e trasportato “in concorso materiale e morale tra di loro, abusivamente, ingentissime quantità di rifiuti speciali non pericolosi come fanghi civili e agroindustriali ed altri rifiuti speciali che non venivano sottoposti alle regolari e corrette procedure di recupero per la formazione di fertilizzante e di fango stabilizzato da distribuire in campagna, cosi come previsto dalle autorizzazioni alla gestione dei rifiuti rilasciate dall'amministrazione provinciale di Rovigo, con successivo illecito smaltimento su suolo agricolo”.

Nel frattempo secondo le decisioni del giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Venezia, che ha incassato il parere favorevole del Pm della Direzione distrettuale antimafia, i due ex manager hanno ottenuto gli arresti domiciliari, mentre hanno l’obbligo di dimora gli altri quattro imputati (LEGGI ARTICOLO).

19 aprile 2018
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