

Porto Tolle (Ro) - “Ho provato a leggere i giornali dell'agosto 2000, quando fu presentato il progetto orimulsion, poi i giornali del maggio 2005 quando è arrivato il progetto del carbone pulito, e adesso gli articoli dei giorni scorsi, c'è proprio da dire che non è cambiato niente”.
Dalmazio Passarella, rsu della centrale Enel di Polesine Camerini, paragona la politica polesana ad un orologio fermo che ha vissuto per 12 anni in attesa “il Polesine nel frattempo è ancora più in crisi, e la questione che ritorna con le elezioni vicine è ancora: "Il parco o la centrale Enel?". Siamo tornati indietro di 12 anni, oppure non ci siamo mai mossi?”.
Per il rappresentante dei lavoratori, il binomio parco del delta del Po e centrale, non è impossibile, prendendo come metro di paragone il versante emiliano romagnolo.
“L'ostello rifugio "Parco del Delta" di Gorino Sullam – cita lo stesso Passarella come esempio -, costato 500 milioni di vecchie lire, non apre i battenti dal 1° gennaio 2012 e non aprirà nemmeno a Pasqua”.
Sino ad ora si è assistito ad una “baruffa politica” lunga oltre un decennio, come denunciato dal rappresentante Rsu, utile per portare a casa voti: “Ma mentre si allunga la crisi, le incertezze, la lista dei disoccupati e gli anni per trovare un lavoro stabile o andare in pensione, i politici con l'orologio fermo allungano le loro carriere e non capiscono che parco e centrale possono crescere insieme. Le uniche possibilità che abbiamo di sviluppo, non possono diventare materia di accuse senza scuse, per nascondere il fallimento della politica. Dove sono i progetti di sviluppo che vanno oltre la campagna elettorale? Ai lavoratori e alle imprese del territorio chi ci pensa?”.
Nessuna presa di posizione da parte della politica locale, lo stesso ricorda che nessuno è andato da Enel a chiedere il perché non ci sia veramente fretta e cercare di aprire una trattativa per aprire alcuni lavori nell'impianto di Porto Tolle, come la manutenzione, visto che i tempi burocratici sembrano essere sempre più lunghi.
“È ora che la politica sia convincente con gli imprenditori – conclude – e raccolga risorse dalla Regione e dallo Stato, perché imprese e finanziamenti sono entrambi necessari al Delta, che non è solo parco e centrale, ma persone, prima che elettori”.
Nicola Cappello