SICUREZZA ROVIGO Vigili urbani armati dopo le 22. In giunta comunale continua la discussione

Pineda: "Più armi spesso significa maggior pericolo"

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I vigili urbani di Rovigo sono dotati di manganelli e spray al peperoncino che non hanno mai usato in situazioni di pericolo, eppure in giunta si discute se dotare gli agenti di un'arma da fuoco per svolgere i turni notturni dopo le 22.00. La maggioranza è divisa


Rovigo - La questione riguardante l’arma da fuoco in dotazione ai vigili urbani di Rovigo divide la maggioranza. Il dibattito sull’approvazione di un nuovo regolamento della Polizia locale, proposto agli assessori dal comandante Sabrina Patanella, ha riportato all'attenzione della giunta una questione già discussa: la pistola ai vigili urbani, a quanto pare necessaria per svolgere il terzo turno di vigilanza dopo le 22.00.
In giunta, l’assessore Giovanna Pineda di Rifondazione comunista fin da subito si è dichiarata nettamente contraria alla soluzione ventilata: “Rovigo non necessita di maggior sicurezza intesa in questo senso - ha spiegato - i compiti dei vigili urbani di prevenzione e tutela del cittadino sono diversi da quelli che spettano ai carabinieri e alla Questura. Un altro aspetto da non trascurare è che spesso più armi significa maggior pericolo”. Pineda riporta inoltre le soluzioni adottate da altri Comuni italiani, quali Belluno, Genova, Prato, Monfalcone, Livorno, Vietri sul mare (Sa) e Chiavenna (So) che sembrano meno offensive: l’arma potrebbe essere uno spray urticante, un manganello e un giubbotto antiproiettile, piuttosto che un’arma da fuoco, “stiamo vivendo una crisi sociale di grandi dimensioni - commenta -, i cittadini attualmente hanno altre priorità, dal momento che la nostra città, quanto a delinquenza e criminalità, può essere considerata un’oasi felice”. A quest'affermazione si ricollega un problema di spese che l'amministrazione dovrà sostenere: quali saranno i costi per questo tipo di dotazione, a partire dalla formazione degli agenti armati?
Mentre il comandante Patanella si limita a confermare di aver proposto alla giunta un nuovo regolamento, senza sbilanciarsi sul fatto che la pistola sia effettivamente percepita come una necessità manifestata dai propri agenti, l’assessore alla Polizia locale Nadia Romeo spiega che i vigili rodigini sono già in possesso di spray al peperoncino e manganelli, ma non le risulta che qualcuno di loro ne abbia mai fatto ricorso per difendersi da eventuali situazioni di grave pericolo.
A prendere tempo, rispetto alle molte perplessità che una tale decisione potrebbe siscitare, considerato che dovrà passare al vaglio del consiglio comunale, è il sindaco di Rovigo Fausto Merchiori: “All’interno della giunta, ci sono diverse sensibilità che si devono confrontare. Il dibattito è appena iniziato, e la decisione che ne conseguirà non sarà immediata”.

Sempre in tema di sicurezza, lunedì 14 giugno l’assessore Romeo ha presentato “Safeland”, un progetto comunitario sviluppato dalla Provincia di Rovigo, in coordinamento con altri sei Paesi europei, e che coinvolge tre Comuni polesani: Rovigo, Badia e Adria, allo scopo di monitorare quale sia la percezione di sicurezza dei cittadini, sulla base di un questionario a cui sono chiamati a rispondere tutti i cittadini del quartiere San Pio X dai 13 anni in su. “La scheda delle domande sarà consegnata casa per casa da alcuni volontari dotati di tesserino di riconoscimento con il timbro del Comune - ha spiegato Romeo -, e le risposte verranno date nel completo anonimato”.

Elisa Barion
14 giugno 2010
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