ECOAMBIENTE ROVIGO Il presidente Massimo Nicoli ha rassegnato le dimissioni questa mattina, al suo posto è stato eletto il fedele “coppoliano”

Flavio Mancin raccoglie indifferenziatamente l’eredità

Passaggio di consegne tra Flavio Mancin e Massimo Nicoli
TedxRovigo

Questa mattina 20 giugno all’assemblea del Consorzio Rsu il presidente di Ecoambiente Massimo Nicoli (foto a lato) ha presentato le dimissioni. Ringraziamenti sentiti da tutti gli amministratori pubblici per l’operato, Lorenzo Raffagnato sostituisce Angelo Bragiotto, nel pomeriggio eletto Flavio Mancin nuovo presidente 


Rovigo - Massimo Nicoli non è più il presidente di Ecoambiente, questa mattina, 20 giugno, all’assemblea del consorzio Rsu sono state presentate le dimissioni, peraltro già annunciate nei giorni scorsi. Dimissioni formalizzate all’assemblea di Ecoambiente tenuta nel pomeriggio, che al primo punto dell'ordine del giorno aveva la surroga del consigliere dimissionario Angelo Bragiotto. Dopo la nomina come sostituto di Lorenzo Raffagnato, responsabile dell'area Lavori pubblici del Comune di Occhiobello, l'intervento di Nicoli sulla situazione finanziaria di Ecoambiente ha premesso l'annuncio delle sue dimissioni, che sono state formalizzate poche ore dopo nell'assemblea dei soci dell'azienda che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Rovigo.

“Ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di presiedere un'importante realtà pubblica, che svolge un servizio delicato quanto essenziale per la comunità. Lascio il mandato con la sicurezza di aver raggiunto gli obiettivi, e per questo ringrazio il consigliere Ruggero Tezzon e particolarmente il direttore generale Giuseppe Romanello, assieme ai dipendenti di Ecoambiente e ai lavoratori dell'indotto” ha dichiarato Massimo Nicoli, che inoltre ha difeso strenuamente la fusione di Ecogest e di Asm ambiente.  "Dovevamo riuscirci senza aumentare i costi del servizio, anzi arrivando ad abbassarli del -10% entro il 2015, e ci stiamo riuscendo", ha detto Nicoli, ricordando che quest'anno il budget previsionale ha registrato una riduzione nel costo dei servizi di -1.226.319,43 euro (rispetto al 2013). "Questo risultato di contenimento dei costi, insieme ad azioni aziendali come l'adeguamento Istat evitato sia per il 2013 che per il 2014, e il fermo del separatore di Sarzano, che nel periodo di manutenzione programmato eviterà costi per 700.000 euro, ha permesso di prevedere un effetto complessivo di -3.650.000 euro".

Contrariamente alla precarietà della situazione finanziaria, tuttavia, "questa società, oltre che essere sana - ha concluso Massimo Nicoli -, ha delle enormi potenzialità di sviluppo. Mi auguro che presto Ecoambiente possa dotarsi di un amministratore unico, e possa consolidarsi in una rete d'impresa con altri enti”.

Depone l’ascia di guerra il Comune di Occhiobello, tra quelli che avevano lamentato più disservizi da parte della società pubblica di gestione dei rifiuti, lo testimonia l’assessore Davide Diegoli: “Conseguenze di un qualcosa già espresso, ho già detto al consorzio che al di là di questioni lavorative sta pagando più di tutti le responsabilità di altri. Era nell’aria, un ulteriore passo verso un cda più rappresentativo o l’amministratore unico. Ci sarà un certo tipo di operazione di ridimensionamento delle quote ma non ci saranno grandi cambiamenti di equilibrio. Dal presidente uscente avevamo avuto tentativi di mediazione e non posso recriminargli nulla, tranne quella mancanza di forza di poter incidere sugli assetti dell’azienda, che in ogni caso non dipendeva da lui. Aveva dimostrato la voglia di fare da tramite tra amministrazioni ed Ecoambiente”.

Una notizia che sembra non aver sconvolto il sindaco di Rovigo Bruno Piva: “Ha ritenuto opportuno che fosse terminato il suo mandato. Grazie per il lavoro svolto, il senso di sacrificio che ha avuto. Far partire un’azienda ex novo è sempre difficile, specie se è pubblica”. 

Dall’assemblea di Ecoambiente è spuntato il nome del nuovo presidente: Flavio Mancin, un fedelissimo dell’assessore regionale Isi Coppola dall’alba dei tempi politici. I tasselli del puzzle dell’inciucio si stanno componendo, prima era toccato a Roberto Magaraggia passare da presidente ad amministratore unico di As2, tra pochi giorni vedremo a chi andranno a finire Polesine Acque e altre società partecipate. Se l’accordo c’è stato tra la Coppola, Graziano Azzalin e Diego Crivellari dovrebbe toccare al centrosinistra avere qualche ruolo da assegnare. 

20 giugno 2014
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