CNA ROVIGO Ultima tappa a Rovigo del tour della Cna provinciale sul peso della fiscalità locale in Polesine. Il vice presidente Lorenzo Masarà lancia l'appello agli amministratori presenti

Rivediamo insieme la pressione fiscale sulle imprese

Alessandro Monini
Lorenzo Masarà
Tra ville e giardini 2018

Si chiude a Rovigo il tour della Cna che ha incontrato gli amministratori di tutta la provincia per presentare lo studio di Sintesi sulla fiscalità locale. Parecchi i temi toccati e legati al taglio dei trasferimenti, le entrate tributarie, Imu, spese correnti e una interessante proiezione dei maggiori costi stimati per l’introduzione della Tasi.

Ben 20 i comuni interessati (Arquà Polesine, Bosaro, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa di Rovigo, Frassinelle, Fratta, Gavello, Lendinara, Lusia, Pettorazza, Pincara, Pontecchio Polesine, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo e Villamarzana) e la Cna si è presa l’onere di analizzare i dati dei bilanci degli ultimi anni per fornire elementi di conoscenza.

“Andiamo nella direzione di dover unire per forza le cose – ha commentato Lorenzo Masarà vice presidente provinciale di Cna -. Credo che si debba rivedere profondamente i costi che le pubbliche amministrazioni sostengono ma ci rendiamo conto delle difficoltà che stanno dietro a questo processo. La Cna si rende disponibile a fare percorsi condivisi insieme agli amministratori.”

“Cerchiamo di omogeneizzare la politica fiscale a favore delle nostre imprese – ha commentato Alessandro Monini direttore della Cna -. Un esempio è la Tari 2014”

I dati sono stati illustrati da Susanna Brusaferro, responsabile fiscale della Cna provinciale, che ha rilevato nei dati dello studio Sintesi un taglio ai trasferimenti per i comuni interessati nel periodo 2011-2014 di circa il 31% per un ammontare complessivo nel 2014 di quasi sei milioni e mezzo di euro. 

Dall’analisi delle entrate tributarie si registra una crescita percentuale tra il 2008 e il 2012 pari al 40% imputabile principalmente all’introduzione dell’IMU nel 2012. 

Il passaggio dall’Ici all’Imu nel Medio Polesine ha comportato un aggravio del 161% con un maggior esborso di oltre 23 milioni di euro. Analizzando le spese correnti tra il 2008 e il 2012 si registra una contrazione delle spese correnti pari al 4% contro il 2% della media provinciale.

Sul fronte degli investimenti la riduzione percentuale si attesta al 53% tra il 2008 e il 2012 per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. Parlando di politiche fiscali nei venti comuni dell’Eridania si registra un passaggio dell’aliquota media dell’Imu ordinaria dal 8,43 per mille del 2012 al 9,08 per mille nel 2013. Per la prima casa nel 2013 l’aliquota media del 2013 si attesta al 4,67 per mille. Per l’addizionale Irpef  l’aliquota media è cresciuta dallo 0,63% nel 2011 allo 0,73% nel 2013.

Infine Susanna Brusaferro ha trattato i possibili effetti del debutto della Tasi. Per un laboratorio artigiano dei comuni del Medio Polesine l’imu media nel 2013 era pari a 574 euro (+293 euro sul 2011. Con l’avvento della Tasi l’imposizione potrebbe salire ulteriormente di un importo che oscillerebbe dai 63 euro ai 96 euro. Per un opificio il debutto della Tasi potrebbe far aumentare l’importo a carico da un minimo di 532 euro ad un massimo di 809 euro. Infine per un negozio l’imposizione potrebbe far scattare un aumento che varia dai 69 euro ai 105. L’Imu media nel 2013 era di 629 euro (+363 euro nel 2011).

17 luglio 2014
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