L'INTERVISTA (ROVIGO) Patrizia Bartelle, consigliere regionale 5 Stelle. "Io studio, poi parlo con mia madre, per capire se sono in grado di spiegare ai cittadini. Il vero scandalo in Polesine è la sanità. Vorrei rendere tutto più semplice"

Neofita sì, ma che impara in fretta

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E' alla prima esperienza amministrativa, ma si è messa a studiare a fondo. E' in commissione sanità ed è qui che secondo Patrizia Bartelle, si combatte la vera battaglia per il nostro futuro


Rovigo - "Era una candidatura di servizio. Quando ho scoperto di essere stata eletta ho provato una sensazione di gioia e angoscia. Più che altro angoscia. Non avevo avuto alcuna esperienza di amministrazione pubblica". Patrizia Bartelle, 54 anni, di professione poliziotta, assegnata al commissariato di polizia di Porto Tolle, al momento in aspettativa dopo l'ingresso in consiglio regionale, non si è persa d'animo. Si è messa al lavoro cercando di acquisire quante più informazioni possibili. Anche in temi delicati e roventi come quello della sanità. E' componente proprio della commissione consiliare in tema di sanità. Un settore che assorbe qualcosa come l'80% delle risorse del Veneto.

Non aveva mai davvero avuto alcuna esperienza in politica?
"Come amministratore nessuna. Avevo partecipato alle ultime amministrative a Corbola, senza ambizioni di elezioni, ma per fare conoscere il Movimento 5 Stelle. Per preparare il terreno, potremmo dire. Ho invece una certa esperienza nel campo dell'impegno sociale, nel volontariato".

Su che fronti?
"Sono stata nella Croce Verde di Adria, anche come componente del direttivo, nell'associazione cinofila "Gli Angeli" di Cavarzere e sono responsabile provinciale dell'associazione regionale degli apicoltori".

Come è stato l'ingresso in consiglio regionale?
"Quando sono andata ad accreditarmi molti miei colleghi più esperti lo avevano già fatto. Devo dire che è stato determinante l'aiuto del personale della Regione. Ho una certa esperienza di lavoratori pubblici e del settore pubblico, ma senza togliere nulla a nessuno devo dire che sono davvero il top".

Quanti siete nel vostro gruppo consiliare?
"Cinque in tutto. Lavoriamo bene, affiatati, cerchiamo di aiutarci".

In questi giorni a Rovigo e in Polesine, ma anche a livello regionale e nazionale, si parla tanto di polveri sottili e inquinamento (leggi articolo). Cosa ne pensa?
"E' il momento di fare una inversione di tendenza epocale. Non è pensabile continuare a dare la colpa alle stufe. Per carità, avranno la loro influenza, ma si deve allargare la prospettiva. Non serve a niente bloccare il traffico per pochi giorni. Si deve ragionare sugli impianti a biomasse presenti, sugli allevamenti intensivi. Penso per esempio a quello che si vorrebbe realizzare a Ceneselli".

Si è appena tornato a parlare del destino della centrale Enel di Polesine Camerini (leggi articolo). Avrete la vostra idea, come Movimento 5 Stelle...
"Ne abbiamo parlato già un anno fa, invitando anche il senatore Endrizzi. La politica locale continua a parlare solamente in termini di dismissione, demolizione, quasi fosse solo questa la possibilità di creare posti di lavoro e sviluppo. Non è così. Sappiamo che una cordata di imprenditori privati ha manifestato interesse per il sito. Può essere recuperato. Deve sorgere un polo per la ricerca sulle energie rinnovabili, che possa funzionare da 'faro' a livello europeo".

Lei è componente della commissione consiliare sulla sanità. Non proprio un tema "leggero"...
"E infatti, come si usa dire dalle nostre parti, 'Mi sto facendo su di maniche'. Io studio, poi faccio una prova molto semplice: spiego quello di cui mi sto occupando a mia madre. Perché dobbiamo essere in grado di spiegare le problematiche che seguiamo al cittadino, altrimenti abbiamo fallito".

Ci riesce?
"E' difficile, ma sto imparando. Parlando di Rovigo, devo dire che ho letto le dichiarazioni del direttore generale dell'Ulss 18 Arturo Orsini (leggi articolo). Scopriamo che esiste un passivo nel bilancio previsionale di 43 milioni di euro. E il direttore dichiara che non si possono mantenere quattro ospedali sul territorio, due pubblici (Rovigo e Trecenta) e due privati ma convenzionati (Santa Maria Maddalena e Porto Viro). E allora mi dico: qui si deve tutelare il pubblico".

Se si deve tagliare si tagli al privato quindi?
"Assolutamente. Noi abbiamo le idee chiare e non abbiamo paura di nulla. E non accettiamo il ricatto fatto sui posti di lavoro di chi opera nel privato. Determinate strutture non chiuderebbero comunque e, se anche avvenisse, leggiamo che in pianta organica all'Ulss mancano 300 operatori qualificati: potremmo assorbire tranquillamente tutti. Mi sconcerta poi leggere di un passivo preventivato di 43 milioni. Si poteva benissimo evitare".

Come?
"Anni fa, l'ex direttore generale Adriano Marcolongo lo disse chiaramente: si poteva ridurre progressivamente il numero delle prestazioni sanitarie affidate ai privati convenzionati. In questo modo quel passivo di 43 milioni non esisterebbe più. Perché non lo si è fatto? Per quale motivo si è andati avanti così? Sono queste le domande che la politica deve affrontare, non inventarsi sciocchezze come la Ulss zero (leggi articolo).

Lei di professione è poliziotta. Lavora proprio a Porto Tolle, un commissariato di recente sfuggito per un soffio, assieme alla squadra nautica, alla chiusura. Cosa ne pensano i 5 Stelle dei tagli alla sicurezza?
"Che la sicurezza non va tagliata, né accorpata. Ma va potenziata sul territorio. Alla ristrettezza di risorse si reagisce con scelte logiche, eliminando i doppioni, come per esempio le centrali operative. Ne abbiamo una per corpo di polizia. Non servono. Ne basterebbe una unica, che permetterebbe di liberare personale. A Roma per il Giubileo si sta facendo un esperimento del genere. Mi auguro sia il primo passo".

Si parla tanto di sicurezza fai da te, ronde, sparo libero contro i ladri...
"Sono e siamo nettamente contrari. Non servono ronde, servono pattuglie di professionisti sul territorio. Ed è triste vedere che si celebra come eroe chi uccide, rappresentando una dinamica dei fatti che non è quella reale".
 
3 gennaio 2016
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