GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO Il sindaco del comune capoluogo chiamato ad accettare in Ecoambiente una serie di diktat da parte del socio Consorzio Rsu Azienda speciale di Nereo Tescaroli che si fa forte della posizione assunta dall'Ente di bacino

Cambiale in bianco per Massimo Bergamin

Tra ville e giardini 2018
Ecoambiente sempre sotto le luci della ribalta: una mozione prevista in consiglio comunale a Rovigo, un incontro promosso dal Movimento 5 stelle in Gran Guardia alle 21 di lunedì 28 novembre, un ultimatum a Massimo Bergamin trasmesso a tutti i sindaci della provincia di Rovigo. E come non potrebbe esserlo, un affare da quasi 40 milioni di euro annui su cui il socio Consorzio Rsu Azienda speciale non vuole mollare un punto, anzi! ambisce al controllo assoluto della società in virtù dell'esistente controllo analogo tra soci, costi quel che costi, messa in liquidazione compresa. Una richiesta di 5 pagine in 11 punti che mette nero su bianco il disegno del Consorzio, dai rifiuti speciali, all'uso della propria società Polaris, al controllo del Cda dell'azienda, al saldo dei debiti consortili, alla revoca del direttore generale. E Bergamin?


Rovigo - Ancora un ultimatum da parte del Consorzio Rsu Ente di bacino che per firma del proprio commissario Pierluigi Tugnolo, liquidatore delle funzioni regionali di programmazione e controllo del ciclo integrato dei rifiuti, e non di quelle, vietate per Legge regionale, di gestione, demandate ovviamente al gestore, getta abilmente benzina sul fuoco dell'impasse da lui stesso creata da anni, ma con evidente responsabilità diretta da almeno l'11 novembre 2015.

L'Ente di bacino non è il socio del Comune di Rovigo in Ecoambiente, lo è invece l'Azienda speciale del Consorzio Rsu, legalmente rappresentata dal direttore generale Nereo Tescaroli, se poi qualcuno afferma il contrario, se ne assumerà le dovute responsabilità. Non basta certo una trasmissione in Camera di commercio per affermare che l'Azienda speciale sarebbe amministrata da Pierluigi Tugnolo, a cercare uno per uno i documenti trasmessi fino alla comparsa dell'aggiornamento dell'organo amministrativo dello scorso 8 dicembre 2015 non si trova alcuna deliberazione dell'assemblea dei soci che abbia modificato lo statuto, ne' tantomeno che abbia nominato Tugnolo come amministratore unico. Si trovano i tanti decreti del commissario che sanciscono la decadenza del Consiglio di amministrazione, si trovano le rettifiche a comunicazioni precedenti, ritenute a posteriori inesatte, ma sono tutte modifiche sottrattive, nessuna trasmissione di nomina perchè l'assemblea dei soci dell'Azienda speciale non c'è più stata, dall'elezione di Massimo Bergamin a sindaco di Rovigo in avanti.

La realtà è questa, non ce n'è un'altra, ed è per questo che il Consiglio di bacino non si può costituire senza prima aver risolto i problemi dell'Azienda speciale, perchè se si costituisse scomparirebbe l'Ente di bacino di Tugnolo, con Tugnolo stesso. Allo stesso modo non si può sciogliere il Consorzio Rsu Azienda speciale, come invece sottoscritto invano a novembre 2015, per lo stesso motivo: prima si risolvono i problemi che affliggono il Consorzio, ovviamente creati dal Consorzio stesso, poi si lascia il passo con un ritardo di soli 48 mesi pieni e lavori ancora da finire a Taglietto, ma soprattutto ancora da saldare.

Ma quali sono i problemi che affliggono il Consorzio e che devono essere risolti da Bergamin tramite la società Ecoambiente?
Lo scrive lo stesso Tugnolo nell'ultimatum inviato al presidente della Provincia Marco Trombini ed a tutti i sindaci del bacino Rovigo1: problemi di responsabilità ambientale sulle discariche di Taglietto a Villadose (motivo della volturazione dell'Aia consortile ad Ecoambiente ed il successivo ricorso del gestore contro il provvedimento), problemi di natura economico finanziaria per il saldo dei lavori di primo stralcio (la gara di appalto per la costruzione è stata aggiudicata senza la copertura preventiva, come più volte evidenziato), motivi derivanti dall'assicurazione al Consorzio Rsu Azienda speciale - tramite la controllata Polaris srl, al 100% di proprietà consortile - di un florido futuro nel business dei rifiuti speciali, riattivazione a carico di Ecoambiente dell'impianto del Consorzio denominato Separatore di Sarzano, non necessario per il trattamento del rifiuto solido urbano (Rsu), indispensabile per lo speciale da far diventare assimilabile all'Rsu e conferibile in discarica.

Sì, per la prima volta, nero su bianco, il tema della necessità dell'approvvigionamento dei rifiuti speciali, tramite Polaris, che non è una società aggiudicataria di gara indetta da Ecoambiente (il gestore), diventa uno dei punti imprescindibili dell'accordo che il Comune di Rovigo dovrebbe fare con il socio Azienda speciale, pena la decadenza da gestore, promessa dall'autorità dell'Ente di bacino.
Tra l'altro non si capisce come mai, se come affermato da Tugnolo Ecoambiente non è più nella condizione di in house, sia ancora gestore del ciclo integrato dei rifiuti. Ovvero: l'Ente di bacino sta aspettando di vedere se Ecoambiente decida di aprire i cordoni della borsa prima di revocarle la gestione? Tradotto: solo se Ecoambiente si facesse carico di saldare qualsiasi richiesta economica del Consorzio, dedotti i 700.000 euro già versati secondo l'accordo di novembre 2015, potrebbe continuare ad essere in house e quindi gestore.

La questione dei soldi dovuti al Consorzio Rsu Azienda speciale non finisce mai di affascinare: se le somme sono dovute non si capisce come mai il Consorzio non le abbia già ricevute, se non lo sono non si capisce come potrà mai riceverle, ma qui entra in gioco l'ultimatun: bisognerebbe modificare la convenzione di novembre 2015, scrive Tugnolo, quindi di fatto il Consorzio afferma che le sue lagnanze, che sono alla base di tutta la tensione con Ecoambiente fino ad oggi, sono di fatto ad oggi immotivate e prive di fondamento. Verranno legittimate solo, e solo se, verrà modificata la convenzione già disattesa, esclusivamente, dal Consorzio stesso.

Il trasferimento di responsabilità dal Consorzio ad Ecoambiente prosegue per 10 punti, compreso l'ultimo: la revoca dell'incarico a direttore generale di Giuseppe Romanello.

"Tali adempimenti risultano necessari ed obbligatori" sottolinea Tugnolo nel paragrafo conclusivo della comunicazione e di fatto mettono il sindaco Bergamin con le spalle al muro circa una possibile mediazione. Il Consorzio non cerca la mediazione, pretende rispetto ed obbedienza ai propri proclami, non apre ad alcun dialogo, traccia la strada da seguire, volenti o nolenti, in virtù di una maggioranza (di sindaci, quindi di quote) che non è nemmeno legittimata a riunirsi tanto che bisogna cambiare il nome dell'appuntamento in "conferenza dei sindaci".

Come si comporterà Massimo Bergamin alla luce del fatto che il sindaco di Rovigo non ha il mandato di esporre patrimonialmente il socio Comune di Rovigo senza avere certezza alcuna, formale e preventiva, per la propria azienda Ecoambiente né dal socio Consorzio Rsu Azienda speciale e nemmeno dall'Ente di bacino?

Per ora prende tempo, ma all'orizzonte, secondo il Consorzio, ci sarà l'Ok a pagare lavori non ancora saldati per le prime due vasche della Taglietto 1, l'Ok ad accogliere i rifiuti speciali, l'Ok a completare i lavori della megadiscarica da 550.000 tonellate a 9 vasche, l'Ok a consegnare Ecoambiente nelle mani del socio di minoranza, l'Ok a rinunciare ai litigi avanti il Tar per difendere la legalità dell'operato finora portato avanti dal Comune di Rovigo sotto la guida Bergamin, l'Ok al ripristino del separatore a spese di Ecoambiente, l'Ok ad affidare a Polaris, senza gara, tutto il business dei rifiuti speciali indirizzati a Villadose.

Fatto questo, probabilmente, il ruolo del Comune di Rovigo diventerà marginale e si comincerà a ragionare, questa volta seriamente, di un possibile, probabile, "cambio" del primo cittadino.
27 novembre 2016
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