GESTIONE INTEGRATA RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO Massimo Bergamin e Pierluigi Tugnolo sottoscrivono un documento in 11 punti che è la resa del primo cittadino sulla vicenda Ecoambiente ed il salvataggio del Consorzio Rsu sui mille problemi della discarica d

Tutti i perché era meglio non fare l'accordo - Uno

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La questione Ecoambiente sembra risolta. Massimo Bergamin e Pierluigi Tugnolo hanno deciso di affidare per qualche mese la società al presidente Alessandro Palli, all'amministratore delegato Ivano Gibin ed alla consigliera Alice Casetta. "La società è salva" il commento del post accordo, difficile crederlo però. Di sicuro il Consorzio risolverà delle questioni, particolarmente fastidiose, di sicuro alcuni sindaci troveranno soddisfazione, ma pensare che una società si salvi con una firma su un pezzo di carta...
RovigoOggi.it prova ad analizzare quanto sottoscritto punto per punto, un po' alla volta. La prima parte è quella che segue: premessa ed articolo 1 della convenzione



Rovigo - Quanto accaduto nella stanza del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin non è dato a sapersi, premesso che i toni di positivo trionfalismo "l'azienda è salva" fanno sorridere in quanto non si capisce da che cosa Ecoambiente sia stata salvata, premesso che un Cda nominato per 2-3 mesi con l'incarico di portare a termine, pedissequamente, ovvero “passivamente, ciecamente, alla lettera, servilmente, pedestremente, in mancanza di libero arbitrio, senza capacità di raziocinio” una manciata di punti programmatici che stravolgeranno Ecoambiente per sempre, abbandoniamo il giudizio, estremamente negativo, sull'operato ed analizziamo, a bocce ferme, quanto sottoscritto da Pierluigi Tugnolo e Massimo Bergamin.

Non è dato sapere per quali motivi Ecoambiente non fosse “in house” al momento di siglare l'intesa, anzi si è a conoscenza che molti comuni avessero chiesto al commissario Tugnolo proprio di confermare o meno se la società fosse “in house” o meno, ma senza formale risposta. Ecoambiente, fino a qualche giorno fa, era accusata di non essere “in house” perchè non rispettava gli obblighi imposti dall’esercizio del cosiddetto controllo analogo, ma che questo controllo analogo esista davvero è invece confermato proprio dal fatto che l’azienda è bloccata perchè i due soci, che per statuto esercitano il controllo analogo congiunto in assemblea, non si sono da mesi d’accordo su nulla, neanche su chi sia il socio Consorzio.

Un poco alla volta, analizziamo i singoli punti su cui Massimo Bergamin e Pierluigi Tugnolo hanno concordato, con la differenza che per il sindaco Bergamin la firma ha significato rinnegare 18 mesi di attività finalizzata al rispetto delle regole, per Tugnolo invece è stato il trionfo dell'affermazione della sua personale visione dei rapporti con il Comune di Rovigo, della gestione dell'azienda Ecoambiente e della soluzione dei problemi della sua "ex" Consorzio Rsu azienda speciale.


Punto 1
Ritiro immediato dei ricorsi presentati dalla società Ecoambiente avanti al Tar del Veneto, contrari agli interessi del Consorzio Rsu Ente di bacino, socio di Ecoambiente e soggetto affidante, ed aventi per oggetto l'intervento di bonifica ed ampliamento volumetrico della discarica di Taglietto 1, strategico per il bacino di Rovigo e previsto dalla pianificazione regionale e provinciale.

Il primo punto è particolarmente interessante: il ritiro sembra dettato dalla consapevolezza del Consorzio che vi è la possibilità che il diritto vantato da Ecoambiente esista in concreto, e che quindi il Consorzio perda il giudizio.
Proprio l'eventuale condanna dei comportamenti del Consorzio sarebbe contraria agli interessi del Consorzio. Il termine "interessi" invece della parola "finalità" lascia adito alle più diverse interpretazioni.
Da come è scritto il punto si legittima la firma dell'accordo tra le parti Consorzio Rsu Ente di bacino, in liquidazione di funzioni per decreto della Giunta regionale del Veneto affidate a Pierluigi Tugnolo, ed il Comune di Rovigo legalmente rappresentato dal sindaco Massimo Bergamin. Purtroppo però il socio di Rovigo in Ecoambiente non è l'Ente di bacino, che non svolge alcuna attività, ma il Consorzio Rsu Azienda speciale, partecipato da tutti i comuni della provincia e legalmente rappresentato dal direttore generale Nereo Tescaroli, assente all'accordo e nemmeno previsto in firma congiunta, come di consueto.
Nessun cenno alla scottante situazione che vede un appalto di lavori per la nuova discarica di Taglietto 1 bandito senza copertura finanziaria, in corso dal 5 marzo 2015 per una durata prevista di 180 giorni (ovvero 5 novembre 2015) che ad oggi non è ancora concluso, un collaudo parziale che è risultato difforme dal progetto, un’Aia rilasciata ad Ecoambiente non solo per le due vasche consegnategli, ma per tutto il sito da bonificare, una variante in corso d’opera presentata dopo il collaudo, una situazione di anomalia per la mancata sicurezza idraulica delle subvasche consegnate che è stata segnalata ad agosto di cui non si sa ancora la causa.
Il punto fa intendere, visto il plurale di ricorsi, che Ecoambiente dovrebbe ritirare sia il ricorso contro la revoca della gestione della discarica di Taglietto 1, sia quello contro la Provincia per la volturazione dell'Aia consortile, ma non dice nulla relativamente al ricorso presentato dal Comune di Rovigo contro il Consorzio sempre al Tar Veneto, così come non dice quale beneficio vi sarà nel ritirarli.
Lascia probabilmente intendere che se non verranno ritirati il commissario Tugnolo dell'Ente di bacino provvederà a revocare l'affidamento ad Ecoambiente.

Una domanda sorge spontanea, se nelle premesse si diceva che Ecoambiente non era già più nella condizione di "in house" perchè il commissario Tugnolo non ha prontamente revocato l'affidamento?

continua con il "cuore dell'accordo, i soldi al Consorzio, previsti dal punto 2...
11 dicembre 2016
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