GESTIONE INTEGRATA RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO Analisi del punto 2 della delibera votata a maggioranza dai comuni soci dell'Azienda speciale del Consorzio Rsu che intimano il pagamento delle somme mai accantonate dal Consorzio

Tutti i perché era meglio non fare l'accordo - Due

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Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin ed il commissario liquidatore delle funzioni regionali di Ente di bacino Pierluigi Tugnolo sottoscrivono un documento che è la resa incondizionata del primo cittadino sulla vicenda Ecoambiente ed il salvataggio del Consorzio Rsu Azienda speciale, di proprietà di tutti i Comuni della provincia, sui mille problemi della nuova discarica di Taglietto1 a Villadose e della bonifica della vecchia.
Dopo aver illustrato il primo punto votato a maggioranza dai soci dell'Azienda speciale del Consorzio Rsu, il ritiro dei ricorsi al Tar regionale del Veneto (LEGGI ARTICOLO) arriviamo al "cuore dell'accordo", i soldi da versare al Consorzio, da parte di Ecoambiente, previsti dal punto 2 dalla cosiddetta Conferenza dei sindaci




Rovigo - Il Consorzio è salvo! sarebbe dovuto essere il tono del comunicato stampa congiunto tra il sindaco Massimo Bergamin ed il commissario dell'Ente di bacino Pierluigi Tugnolo. Che Ecoambiente non corresse particolari problemi lo aveva evidenziato anche il neo presidente Alessandro Palli (LEGGI ARTICOLO) già al lavoro per soddisfare tutti i desiderata dei soci del Consorzio Rsu, clienti di Ecoambiente, indirettamente in società tramite l'Azienda speciale consortile, legalmente rappresentata dal direttore generale Nereo Tescaroli.

Dopo il probabile già avvenuto ritiro dei ricorsi al Tar ed il ritorno al sonno tranquillo degli amministratori della Provincia di Rovigo e di Pierluigi Tugnolo e Nereo Tescaroli, visto che l'Azienda speciale del Consorzio è priva di amministratori e la diffida del comune socio Rovigo, a firma di Massimo Bergamin, è caduta nel nulla (LEGGI ARTICOLO) con l'accordo siglato tra Tugnolo e Bergamin arrivano finalmente i tanto agognati soldi per pagare i debiti lasciati dall'Azienda speciale dall'inizio lavori ad oggi.

Risolte quindi tutte le responsabilità ambientali, vedi la voltura integrale dell'Aia provinciale a favore di Ecoambiente ed il relativo ritiro del ricorso, risolte le problematiche relative al presunto abuso di Tugnolo (scaricato sulle spalle dei singoli soci del Consorzio che hanno votato la revoca della gestione della discarica) ed il relativo ritiro del ricorso di Ecoambiente che lo evidenziava, rimane solo un dettaglio: i soldi per saldare i lavori di Taglietto1 ed evitare il decreto ingiuntivo da parte dell'Ati Herambiente e Costruzioni generali Xodo che hanno realizzato quanto parzialmente consegnato ad Ecoambiente, ovvero il punto 2 del documento votato dai comuni soci dell'Azienda speciale in assemblea.


Punto 2
Pagamento, entro il 20/01/2017, da parte di Ecoambiente Srl, di quanto spettante al Consorzio, relativamente ai costi sostenuti dallo stesso per la realizzazione dell’intervento di primo stralcio di bonifica ed ampliamento volumetrico della discarica “Taglietto 1”, al netto dei 700.000,00 € già liquidati dal gestore della discarica.


Sgombriamo subito ogni dubbio su chi avrebbe dovuto pagare: la stazione appaltante, ovvero la committenza dei lavori, è il Consorzio Rsu Azienda speciale, il Rup, ovvero il responsabile unico del procedimento è il direttore generale e legale rappresentante Nereo Tescaroli, il finanziamento dell'opera è, da bando di gara pubblicato in Gazzetta europea, con "fondi propri dell'Azienda speciale".
Tutta la normativa relativa a lavori di questo genere prevede l'accantonamento preventivo della somma per evitare di incorrere in situazioni come quelle polesane, è stato ribadito di recente anche da Raffaele Cantone dell'Anac (LEGGI ARTICOLO) che sottolinea come anche in presenza di finanziamenti regionali o statali la stazione appaltante deve accantonare preventivamente la somma necessaria. Ecoambiente non c'entrava ieri, non c'entra oggi, ma diventerà il benefattore del Consorzio domani. Utile ricordare che Ecoambiente è partecipata al 74% dal Comune di Rovigo tra partecipazione diretta ed indiretta.

In Polesine invece, il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, nomina un Cda di scopo per finanziare entro fine gennaio 2017 il socio Azienda speciale del Consorzio Rsu, di una somma di cui non si conosce minimamente l'entità. Come sia possibile reperire queste risorse da Ecoambiente, in così poco tempo è un mistero, ma tant'è, Tugnolo e Bergamin decidono all'unanimità che i debiti dell'Azienda speciale devono essere sanati ed i lavori (di primo stralcio) dovranno essere completati.

Nell'ipotesi che la somma richiesta dal Consorzio sia la stessa già illegittimamente intimata a maggio 2016, tanto che non fu mai corrisposta da Ecoambiente in quanto destituita di qualsiasi presupposto contrattuale, ed il Consorzio dovette emettere nota di credito, il concetto è sempre il medesimo: rimborso al Consorzio di tutti i costi sostenuti per la realizzazione delle opere di primo stralcio sostenuti dal Consorzio Rsu defalcato il valore del mutuo ottenuto a copertura del contributo regionale concesso a fondo perduto, e dell'anticipo di euro 700.000 sui canoni d'uso della discarica (revocata) così come previsto dalla convenzione dell'11 novembre 2015.

Una delle ultime richieste economiche, farcite come di consueto con la solita intimidazione al saldo "avvertendo che in caso contrario il Commissario Liquidatore dovrà prendere formalmente atto che Ecoambiente non si trova più nel particolare status di “in house providing” con tutte le conseguenze del caso" era, il 9 giugno 2016, di poco oltre i 2,56 milioni di euro.

Da giugno ad oggi i problemi in discarica sono aumentati, tanto che i lavori, collaudati e consegnati incompleti, hanno anche richiamato l'attenzione del Noe dei Carabinieri visto che la nuova discarica, da agosto, presenta una "anomalia" con infiltrazioni di liquido che non dovrebbero verificarsi. Oltre al rimborso da 2,56 milioni preteso a giugno quindi, si presume verranno aggiunti i costi di ripristino dell'anomalia, più i costi per il completamento dei lavori di primo stralcio, più infine una serie di lavori che, erano in capo al Consorzio, ma che non sono stati fatti, e qualcuno (Ecoambiente) dovrà fare, come l'inumazione in vasca dei rifiuti esumati per la cosiddetta bonifica, per esempio.

Appesantire Ecoambiente di costi, sempre che riesca a reperire le somme richieste, significa sostanzialmente appesantire le nostre bollette, e non poco. Se per esempio Ecoambiente dovesse spendere 2,5 milioni nel 2017, considerando che il suo fine vita è il 31-12-2020, significa che a livello provinciale si spenderanno almeno 625.000 euro in più, per 4 anni, da recuperare in tariffa (quindi bollette alle famiglie) che, tarate su circa 30.000 tonnellate annue conferite significano circa 20 euro a tonnellata in più per i nostri rifiuti da discarica.

E tutto questo perchè? Forse per autoconvincersi che solo grazie all'ingresso a Villadose dei rifiuti speciali potremo calmierare i costi, e solo rinnegando il documento di Obiettivo 76 dell'ex presidente Luigi Paulon ci si potrà assicurare il continuo della costruzione della discarica, ma questi sono altri dettagli, che verranno analizzati in seguito, già previsti nei Punti 3 e 4.
18 dicembre 2016
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