INCONTRO A FRASSINELLE (ROVIGO) Le due giunte di Frassinelle e Polesella si sono incontrate. Primo passo: un sondaggio con i cittadini per capire cosa si attendono dal "matrimonio" tra i due Municipi

Verso la prima fusione di Comuni: vale un tesoro

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Si va verso la prima fusione di Comuni del Polesine, quella che dovrebbe unire Frassinelle e Polesella. Il primo, fondamentale incontro in direzione dello studio di fattibilità si è tenuto nella serata di venerdì 13 gennaio, a Frassinelle, dove si sono confrontate le due giunte, con una nutrita rappresentanza anche di consiglieri comunali



Frassinelle (Ro) - Una fusione di Comuni che non solo potrebbe essere la prima del Polesine, dopo il tentativo, superbocciato, di creare Civitanova Polesine. Oltre a essere la prima, varrebbe davvero oro, quella tra Frassinelle e Polesella, alla luce del nuovo sistema di incentivi messo a punto dal Governo per spingere questa sostanziale semplificazione della geografia amministrativa.

I Comuni che andassero in questa direzione infatti vedrebbero in primo luogo sbloccato il patto di stabilità. In parole povere, verrebbero messi nelle condizioni di potere disporre liberamente dell'avanzo di bilancio, sbloccando risorse che potrebbero essere liberamente impiegata. Ma sarebbero anche ripagate con un aumento molto, molto importante dei trasferimenti statali, che verrebbero non solo riportati al livello del 2010 - già molto, molto superiori a quelli attuali, ma sarebbero anche incrementati, stando alle prime indiscrezioni, del 40%. Insomma: si parla di somme decisamente "fuori mercato".

Il primo incontro vero e proprio per capire come partire si è tenuto nella serata di venerdì 13 gennaio a Frassinelle, alla presenza dei due primi cittadini Ennio Pasqualin, a fare gli onori di casa, e Leonardo Raito, di Polesella. Presenti anche le due giunte comunali e una nutrita rappresentanza di consiglieri comunali. Il primo passo verso il quale si andrà sarà uno studio di fattibilità, ossia un primo abbozzo di progetto.

Ma ancora prima si vuole realizzare un piano di comunicazione, una specie di sondaggio per fare in modo di capire come i cittadini vorrebbero che venisse strutturata concretamente questa fusione. Come dovrebbero essere pensati i servizi, come dovrebbe essere dispiegata sul territorio la nuova entità. Si vuole evitare di commettere lo stesso errore che si fece in occasione di Civitanova Polesine, quando si chiese ai cittadini di esprimersi prima di avere spiegato con chiarezza come sarebbe stata la nuova realtà amministrativa, come avrebbero funzionato i servizi, cosa sarebbe cambiato e cosa no.

In ultima istanza, saranno comunque i cittadini a decidere, con un referendum senza quorum, ossia a maggioranza semplice. Nel caso dell'approvazione della fusione, le due giunte saranno chiamate a rimettere un mandato, con l'entrata in scena di un commissario che traghetterà verso la nuova istituzione.

14 gennaio 2017
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