COMUNE ROVIGO Lo lancia il consigliere comunale Antonio Rossini, che traccia una "mappa della sicurezza" in città. E chiede l'istituzione delle ronde come previste dalla legge

Allarme prostituzione in due strade del centro

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Dal controllo di vicinato fino alla  stipula di una polizza assicurativa in caso di furti e conseguenti danni materiali: questo è quello che ripropone il consigliere Antonio Rossini all’amministrazione comunale che in tema di sicurezza non sembra essere così forte. Nei luoghi più frequentati in città il consigliere segnala atti vandalici, furti, schiamazzi, giro di droga e prostituzione 



Rovigo - “Una efficiente amministrazione comunale, nella progettazione delle politiche di sicurezza, dovrebbe non soltanto prendere in esame il quantum di pressione criminale in un determinato luogo, ma effettuare un’analisi accurata delle 'incontrollabili' logiche dei sentimenti di insicurezza di uno stato individuale e collettivo, da tutelare dai rischi derivanti dalla criminalità e dalla devianza”. 

Antonio Rossi, consigliere comunale di Rovigo, chiede maggiore sicurezza nel territorio di Rovigo, poiché - assicura - stanno diventando sempre di più i punti sensibili interessati da fenomeni criminali e delittuosi.

Poi, Rossini traccia una chiara mappe delle zone a rischio della città. “I cittadini chiedono sicurezza nei giardini pubblici di viale Marconi, delle torri, di piazza Merlin, di via Don Minzoni, della ciclabile Baden Powell, di piazzale d’Annunzio, dl via XX settembre, dell'area ex ospedale Maddalena”, afferma Rossini che fa notare come queste siano vere e proprie zone d'ombra, poco sorvegliate e con una scarsa illuminazione, “la videosorveglianza, quando c'è, non copre sufficientemente tutta l'area, un degrado urbano che la teoria sociologica ‘dei vetri rotti’ individua come un fattore di decadenza ambientale che favorisce gli atti di violenza ed avvolge in un senso di abbandono e di cedimento della legalità”.

Per ognuna delle zone rosse individuate in questa maniera, Rossini è poi in grado di individuare quella che è la specifica emergenza, sul fronte della sicurezza pubblica. "I giardini di viale Marconi - spiega - sono interessati dalla prostituzione, le Torri per lo spaccio droga e schiamazzi notturni, in piazza Merlin nell’orario serale schiamazzi e gente che ubriaca, in via don Minzoni c’è un giro prostituzione che disturba la quiete pubblica, in pista ciclabile si trovano gruppetti insoliti che hanno comportamenti provocatori con battute a sfondo sessuale nei confronti delle donne, in piazzale D'Annunzio lo spaccio droga come in piazzale XX Settembre dove avvengono anche atti vandalici e per finire l’ex ospedale Maddalena è diventato un covo di delinquenti e sbandati, luogo ideale per l’occultamento della refurtiva".

Rossini sa bene come "sia i vigili urbani che le forze di polizia siano sotto organico e debbano affrontare con poco personale le molteplici incombenze quotidiane, non capisce perché la maggioranza, non abbia ancora messo in pratica la sua proposta di un controllo di vicinato fatto su base volontaria.

 

Avrebbe anche una soluzione: “Il legislatore con il decreto ministeriale 8 agosto 2009 riconosce ai sindaci la possibilità, previa intesa con il Prefetto, di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana da chi ne ha titolo dando priorità all'impiego degli ex appartenenti alle Forze di Polizia. A Rovigo ci sono molti ex appartenenti alle forze dell’ordine che hanno già manifestato la loro disponibilità”.

Questa proposta non è ancora stata attuata: “è necessario un senso pragmatico nel prendere delle decisioni compatibili ed in linea con le aspettative della gente, il sindaco Bergamin, rivaluti anche la mia mozione che impegnava l'amministrazione ad attuare ogni azione amministrativa/contabile utile al fine di favorire la stipula di una polizza assicurativa in caso di furti e conseguenti danni materiali, del costo annuo di soli 25 euro per i cittadini e per i commercianti, e dove l'amministrazione comunale non deve sborsare nemmeno un euro, ma solamente mettere a disposizione i propri Uffici per la raccolta delle adesioni, come hanno già fatto altri comuni veneti come quello di Cavarzere, oltre a vari comuni veneti”.

24 agosto 2017
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