AMBIENTE POLESINE ROVIGO Sopralluogo del senatore Bartolomeo Amidei al museo del miele di Ca' Cappellino 

La promozione che non c’è. “Ente parco se ci sei batti un colpo"

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Se non fosse per l'opera di alcuni bravi volontari dell'associazione apicoltori del Delta, la struttura rimarrebbe chiusa con un conseguente immaginabile degrado: Bartolomeo Amidei, reduce dalla visita al museo del miele di Ca' Cappellino, evidenzia come lo stato di abbandono aleggia sulla gestione della struttura 



Rovigo - A una settimana dalla denuncia sullo stato di incuria del museo della civiltà contadina di Ca' Cappello (LEGGI ARTICOLO) il senatore Bartolomeo Amidei torna alla carica. 

L'oggetto è sempre il Parco ma la location cambia: il parlamentare, infatti, è reduce da un sopralluogo al museo del miele di Ca' Cappellino e anche lì la situazione non pare delle migliori. "Lo stato di abbandono aleggia sulla gestione della struttura, - spiega - e se non fosse per l'opera di alcuni bravi volontari dell'associazione apicoltori del Delta, che fanno miracoli, la struttura rimarrebbe chiusa con un conseguente immaginabile degrado. Detto questo, come nel caso del museo della civiltà contadina, le domande che pongo sono le medesime: cosa ci sta a fare l'Ente Parco? È questa la promozione di cui ci si riempie tanto la bocca? Il commissario nominato dalla Regione Veneto è a conoscenza dell'esistenza di questo sito? E l'assessore ai Parchi, il polesano Corazzari c'è da qualche parte? Se ci sei assessore batti un colpo...".

Amidei spiega inoltre come negli scorsi giorni nessuno si sia fatto vivo sul fronte Ca' Cappello, "nemmeno a mezzo stampa, nemmeno una telefonata, il che significa che oltre al degrado forse c'è persino menefreghismo. A meno di non aver toccato un nervo scoperto...".  E sempre in tema di Parco, il senatore azzurro chiude con una "chicca": "Stamattina (sabato 7 ottobre, ndr) ero a un convegno a Ferrara e ho udito distintamente parlare Gottardi della necessità, cito testuale, di un 'Mab Unesco che dovrà avere un approccio filosofico (!) e non turistico al Parco'. Ora, con tutto rispetto per la filosofia, ritengo che i due aspetti debbano coesistere e non essere alternativi: credo si debba puntare alla valorizzazione dell'ambiente, alla promozione delle nostre peculiarità culturali, sociali, e alle attività presenti e potenziali, alle infrastrutture, al fatto che siamo in una realtà fortemente antropizzata per gran parte opera dell'uomo e dove quest'ultimo debba trarne anche i benefici, se davvero vogliamo che quest'area possa diventare una risorsa per molti affinché l'Ente che la gestisce abbia un senso. Altrimenti chiudiamo tutto, risparmiamo preziose risorse economiche, a meno che qualcuno pensi di trasformare questa riserva in un'area per pochi, di élite dedicata ai filosofi...".

7 ottobre 2017
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