COLDIRETTI ROVIGO Annunciato dal ministro Maurizio Martina il decreto per l’etichetta d’origine di derivati come conserve e concentrato di pomodoro, nonché sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro

Pelati, polpe e sughi avranno segnata la provenienza 

Tra ville e giardini 2018

Trasparenza anche per la filiera del pomodoro grazie al nuovo decreto che obbliga l’indicazione dell’origine in etichetta nel confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia che dovranno avere le diciture del paese di coltivazione e trasformazione del pomodoro



Rovigo - Pelati, polpe, sughi e concentrati dovranno riportare l’indicazione dell’origine in etichetta. Un obbligo che fino ad oggi riguardava solo la passata di pomodoro. L’annuncio è arrivato da Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole al Forum Coldiretti di Cernobbio. 

“Da anni denunciamo un pericoloso incremento di importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina, che solo nel 2016 sono aumentate del 36%  - sottolinea Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo – per questo l’arrivo dell’obbligo di indicare la provenienza, rappresenta un’importante ed attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori”. 

Si sta assistendo, infatti, ad un crescendo di navi dalla Cina che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano, poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. In sostanza i pomodori di provenienza cinese rappresentano circa il 15% della produzione nazionale in equivalente di pomodoro fresco. 

“L’obbligo dell’etichetta d’origine consentirà di tutelare il prodotto nazionale – spiega Giuriolo - da speculazioni, importazioni selvagge e prezzi riconosciuti ai produttori sempre più bassi, contrapponendo a pratiche di concorrenza sleale la trasparenza della filiera, la corretta informazione al consumatore ed il riconoscimento della qualità nell’agricoltura nazionale e locale”. Il Veneto è la quarta regione d'Italia per superficie vocata (2.121 ettari concentrati nelle province di Rovigo, Verona, Venezia) dopo l'Emilia Romagna  (24.866) la Lombardia e il Piemonte. “Un patrimonio – conclude Giuriolo – che va salvaguardato garantendo il rispetto dei tempi di contrattazione per consentire un’adeguata pianificazione ed una giusta remunerazione del prodotto agli agricoltori polesani”. Il decreto prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue.

23 ottobre 2017
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