IL CASO ADRIA (ROVIGO) Infruttuoso il tavolo politico per salvare Barbujani: i dissidenti non c’erano e non rispondono più ai vertici dei partiti. I numeri per governare non ci sarebbero più a meno di chiedere aiuto alla minoranza

Maggioranza in frantumi, ultima spiaggia il “soccorso rosso”

Tra ville e giardini 2018
I partiti politici in gioco rinnovano l’appoggio al sindaco Massimo Barbujani, ma i “dissidenti” che hanno chiesto la revoca della fascia da vicesindaco di Federico Simoni (LEGGI ARTICOLO), pena procedere con la sfiducia, sarebbero “schegge impazzite” non più controllate dai vertici di partito. I numeri per governare Adria, con Simoni vicesindaco, dunque, non ci sarebbero più. Resterebbero solo due possibilità: chiedere un aiuto alla minoranza per “tirare avanti” o ritornare alle urne a maggio del 2018


Adria (Ro) – Un incontro inutile, perché coloro che vedrebbero il vicesindaco Federico Simoni come il responsabile della caduta del sindaco Massimo Babujani, non erano presenti e, comunque, non risponderebbero più ai vertici di partito intervenuti. Nella mattinata di sabato 13 gennaio, nell’ufficio del sindaco Massimo Barbujani, si è svolto un tavolo politico al quale erano invitati i rappresentati di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e delle civiche che sostegno l’amministrazione (LEGGI ARTICOLO). Ma Daniele Ceccarello, tra i consiglieri che hanno chiesto al sindaco di togliere la fascia da vicesindaco all’azzurro Federico Simoni e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia non si è presentato mandando una mail al primo cittadino che avvertiva dell’assenza del suo partito all’incontro.

Invece, qualcuno si è presentato. A rappresentare Fratelli d’Italia al suo posto, rispondendo all’invito del sindaco per senso di responsabilità, Valeria Mantovan che durante il tavolo politico avrebbe ribadito l’appoggio del partito all’amministrazione Barbujani. Ma Ceccarello sembrerebbe non rispondere più a questa linea di pensiero. E a votare, in consiglio comunale, c’è lui e non l’assessore di Porto Viro Mantovan.

Anche Forza Italia rinnova il suo appoggio a Barbujani, con il coordinatore provinciale, Piergiorgio Cortelazzo che avrebbe ribadito la volontà del partito di salvaguardare il posto di vicesindaco spettante agli azzurri, come da accordi preelettorali, ma non sarebbe chiaro se necessariamente rappresentato da Simoni. L’ormai dissidente, dall’azzurro pensiero, Barnaba Busatto, come Ceccarello per Fratelli d’Italia, non sembrerebbe per nulla propenso a cambiare idea (anche lui è tra i consiglieri, insieme ad Luca Azzano Cantarutti di Indipedenza noi Veneto, che chiedono al sindaco di togliere la fascia da vice a Simoni) e quindi ad appoggiare la linea del suo partito. Luca Azzano Cantarutti, grande assente del tavolo politico, neppure è stato invitato, benché rappresentante di una forza politica di maggioranza, probabilmente essendo dato per “perso”.

I numeri, dunque, per governare Adria, non ci sarebbero più. Le ipotesi per far rientrare la crisi sarebbero due: le dimissioni di Federico Simoni, o la decisione di Bobo di accontentare i dissidenti togliendogli la fascia. Ma si tratta di due ipotesi palesemente neppure contemplate dagli interessati. L’anello “debole” della catena, ovvero l’unico che avrebbe potuto cambiare idea tra i dissidenti, era stato individuato in Daniele Ceccarello. Ma sfumata anche l’ipotesi di “addomesticare” il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, al tavolo politico sono emerse altre due alternative più percorribili: ricorrere al “soccorso rosso” oppure lasciar cadere l’amministrazione e tornare al voto.

Fratelli d’Italia, rappresentata da Valeria Mantovan, non ci sta a chiedere aiuto alla minoranza, e suo malgrado  preferirebbe, invece, tornare al voto nel segno della lealtà a Bobo e ai suoi elettori di destra.
E anche il sindaco Massimo Barbujani, che ribadisce ancora una volta di non avere alcuna intenzione di farsi “ricattare”, sembra non prendere in alcun modo in considerazione l’ipotesi di chiedere aiuto alla minoranza e chiude, lapidario, con “se non ho i numeri, vado a casa”.
13 gennaio 2018
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