COMMOZIONE A PORTO TOLLE (ROVIGO) Commosso anche il vescovo, al momento del funerale. La grande storia d'amore di Giovanni Bovolenta, 86 anni, e Malvina Pezzolato, 83 anni

Dopo 62 anni di matrimonio, neppure la morte li ha separati

Tra ville e giardini 2018

Una vita assieme, un amore consolidato col matrimonio celebrato il 26 dicembre del 1955. Da allora, Giovanni Bovolenta e Malvina Pezzolato, 86 e 83 anni, sono stati individisibili, nella loro Donzella, dove hanno creato la loro famiglia. E, anche al momento di andarsene, non si sono separati



Porto Tolle (Ro) - Al funerale, si è commosso anche il vescovo, vedendo quelle due bare assieme, fianco a fianco, come fianco a fianco erano stati, per una vita, Giovanni Bovolenta e Malvina Pezzolato. 86 e 83 anni, oltre 60 dei quali passati da marito e moglie. Un esempio di un amore semplice, vero, duraturo, quello di un uomo e una donna che si sono scelti e non hanno mai messo in discussione quello che avevano scelto e promesso, pur con tutte le difficoltà di una vita intera. Vita che, certo, non è un film. Un film dura un centinaio di minuti. Una vita oltre mezzo secolo.

Se ne sono andati tra il 30 e il 31 gennaio, a poche ore di distanza. La loro storia è filtrata poco per volta, senza clamore, con quel naturale riserbo che avvolge le cose belle e genuine. Il 30 gennaio Malvina, per tutti "nonna Batocia", non si era sentita bene. Era stata portata in ospedale ad Adria. Ricoverata, ha mangiato qualcosa, si è addormentata e non si è più svegliata. La morte è stata scoperta verso le 18. I familiari hanno deciso di non avvertire subito Giovanni, per tutti "nonno Biso". "Diciamoglielo domattina", hanno stabilito. Ma, quella notte stessa, anche l'anziano si è addormentato senza svegliarsi più.

La loro separazione non è durata che alcune ore. Di più, evidentemente, sarebbero stato impossibile tenerli separati l'uno dall'altra. E si arriva così a quel funerale, con le due bare affiancate, che ha strappato qualche lacrima anche al vescovo. Per la famiglia, ha letto un toccante ricordo il nipote Giacomo Bovolenta, noto avvocato.

 

"Non è facile mettere in fila parole e pensieri in un giorno come questo, in un momento come questo. Soprattutto se penso che tutto è accaduto così in fretta, troppo in fretta.   Ieri sera pensavo a quando ero bambino. Ho ricordato le lunghe passeggiate estive in bicicletta con mio nonno. Da Donzella andavamo fino alla Sacca di Scardovari. Mi raccontava storie di pescatori e mi insegnava a conoscere il nostro territorio insegnandomi ad amarlo".

"Ho ricordato quando correvo per le vie di Donzella ed assetato mi fermavo dalla nonna Malvina dove incontravo i miei giovani zii ed i miei cugini, ed insieme bevavamo l'aranciata Fanta che non mancava mai. Ho ricordato anche la casa accogliente dei nonni. Non eravate mai soli, sempre circondati da figli, nipoti, fratelli e sorelle. Eravate un punto di riferimento per Tutti noi e avevate sempre la parola giusta per tutti noi".

"Ho ricordato che avevate poche cose ma ci davate tutto. Nonostante le tante difficoltà che hanno attanagliato i nonni nel corso della loro vita terrena non hanno mai smesso di amare la vita, che amavano nella misura stessa in cui hanno amato i loro figli ed i loro nipoti. L'amore che i nonni avevano per la propria famiglia era immenso e totale.     I nonni Malvina e Giovanni rappresentano per noi tutti un esempio di vita. Si sono amati fino all'ultimo respiro.      Mentre il nonno era ricoverato in ospedale chiedeva sempre ai figli della sua Malvina. E lei chiedeva sempre del suo Giovanni. Ci mancheranno tantissimo il dolcissimo sorriso di lei e le battute spiritose di lui".

"Vi ringraziamo per i valori che avete trasmesso ai vostri figli e quindi ai nipoti.     Ci avete insegnato il valore della famiglia, della giustizia, del rispetto e del lavoro.  Ricordiamo le vostre mani che sempre hanno lavorato costantemente ed instancabilmente al servizio della vostra famiglia. Di sicuro a me rimarrà per sempre impressa nella mente la forza d'animo dei nonni che mai si sono scoraggiati e mai hanno perso il sorriso e la gioia di vivere. Vorrei che anche per tutti noi fosse così".

"Rivolgendomi a mio padre Maurizio ed ai miei zii Fabrizio, Raffaella, Enrico, ed in particolar modo allo zio Mirco, che più di tutti è stato vicino ai nonni in questi loro ultimi giorni di vita terrena, e che oggi soffrono per la scomparsa dei loro genitori, vorrei concludere citando le parole di Sant'Agostino: 'Signore, non ti chiediamo perché ce li hai tolti, ma ti ringraziamo per il tempo che ce li hai donati'. Ciao Batocia, Ciao Biso".

8 febbraio 2018
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