CULTURA ROVIGO Da sabato 14 aprile all’1 luglio a Palazzo Roncale si potrà ammirare il meglio di 500 reperti in mostra al Roncale, intorno a Meryt e Baby

Restauro in diretta delle mummie aperto al pubblico

L'eccezionale sequenza di apertura della cassa e dello spostamento della mummia Merty per dare avvio agli studi ed al restauro
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Sembrerà una sorpresa scoprire che a  Rovigo, ed esattamente, nei grandi depositi dell’Accademia dei Concordi, si conserva la collezione di reperti egizi più consistente del Veneto. Gran parte di questi sono stati esposti in mostra dal 14 aprile all’1 luglio a Palazzo Roncale dove si potranno anche conoscere ed ammirare le due mummie Meryt e Baby, oggetto di un restauro dal vivo da parte di Cinzia Oliva 



Rovigo - Un salto nella storia dell’Antico Egitto con il meglio dei circa 500 reperti della Collezione Egizia dell’Accademia dei Concordi esposti in mostra a Palazzo Roncale dal 14 aprile al primo luglio.

Accanto ai preziosi reperti egizi, i visitatori avranno il privilegio, davvero unico, di osservare Cinzia Oliva, tra i massimi esperti in Italia del settore, attiva presso il Museo Egizio di Torino, all’azione su Meryt e Baby, le “Mummie di Rovigo” che sono state scoperchiate e adagiate sul tavolo di lavoro nella mattinata di venerdì 13 aprile, per un restauro condotto di fronte ai visitatori.

La maggior parte dei reperti della collezione egizia, la maggiore presente per numero di reperti e per il loro intesse in territorio veneto, furono raccolti da Giuseppe Valsè Pantellini, rodigino che visse in Egitto nella seconda metà dell’Ottocento, dove in una delle due sale al Roncale è stato appeso un ritratto. Davvero curiosa la sua storia, raccontata da Paola Zanovello, componente del gruppo di lavoro Egitto Veneto con il coordinamento del professore Emanuele Ciampini.

Pantellini andò in esilio a causa della partecipazione ai moti d'insurrezione del Polesine nel 1848 e trovò rifugio al Cairo. Qui prese in gestione, e poi in possesso, il Grand Hotel. La struttura, rinominata New Hotel, diventa, per la posizione strategica e per le doti organizzative di Valsè Pantellini , un punto di riferimento per i viaggiatori del tempo, nobili, agenti dei consolati e ricchi provenienti da tutto il mondo. Al Grand Hotel del Cairo si aggiunge presto l'elegante Hotel d'Europe, altra meta fondamentale per i viaggiatori in arrivo o transito e, soprattutto, per alcuni egittologi di grande fama, quali Auguste-Édouard Mariette e Gaston Camille Charles Maspero.

In occasione dei festeggiamenti per l'apertura del Canale di Suez, Valsè Pantellini viene scelto dal Vicerè d'Egitto per alloggiare e assistere gli illustri ospiti internazionali. 

Era tale la fama dell'imprenditore, che, nel 1877, l'allora Presidente dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, Lorenzoni, si rivolse, al talentuoso concittadino nel tentativo di realizzare un museo egizio nella città natale. Appello accolto dal Pantellini che, tra il 1878 e il 1879, riunì e inviò a Rovigo i preziosi reperti tanto ambiti, che oggi si possono ammirare esposti, con Meryt e Baby.

Sarà possibile vedere la restauratrice Oliva il 14-15 e 16 aprile dalle 9 alle 13, e dalle 14.30 alle 19 e poi a giugno il 6, 7, 8, 9 negli stessi orari. “I reperti - spiega - saranno sottoposti a precisa campagna diagnostica che prevede la loro datazione col metodo del carbonio C14, la tomografia Computerizzata (Tac), la scansione con laser scanner 3D. Infine sui tessuti delle bende che avvolgono il corpo e su quello che lo accompagnano, andrà fatta una campagna diagnostica che comprende la datazione due carbonio e che sarà seguita dal laboratorio di riferimento del Museo Egizio di Torino”. 

Insomma una esperienza davvero unica per la città.

13 aprile 2018
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