CICLISMO GIRO D’ITALIA 2018 ROVIGO A Mardimago una bicicletta gigante in legno ha accolto la corsa in rosa, per la frazione cartelli contro il passaggio dei Tir in via dei Mille

Strade blindate ed una protesta composta

Tra ville e giardini 2018

Passato regolarmente il Giro d'Italia per l frazione di Mardimago poco prima delle 14. Protesta composta dei residenti con cartelli contro il Comune di Rovigo reo di non dare risposte concrete al passaggio dei tir in via dei Mille.
La tappa l'ha vinta Elia Viviani. L'azzurro, che allunga nella classifica della maglia ciclamino, ha preceduto Bennett e Van Poppel.
Yates conserva la maglia rosa, sabato arrivo sul Monte Zoncolan


Rovigo - La corsa in rosa venerdì 18 maggio ha di fatto separato in due il Polesine, Statale 16 deserta già alle 11 e 20, notevole il presidio delle forze dell’ordine per la 13esima tappa del Giro d’Italia giunto all’edizione numero 101. Partenza da Ferrara alle 13 con destinazione Nerveso della Battaglia per un totale di 180 chilometri, passaggio proprio sulla tangenziale di Rovigo a 150 km dall’arrivo, ma per i polesani l’attenzione era rivolta a Mardimago. Una protesta che dura da anni, tir che sono passati anche poco prima della chiusura delle strade, verso mezzogiorno il passaggio della carovana, per i corridori si è dovuto attendere fino all’una e trenta circa.

Mardimago ha dato il benvenuto al Giro d’Italia con una bicicletta gigante costruita dalla locale Polisportiva ed installata davanti alla Chiesa della frazione. Una specie di opera d’arte. Protesta composta da striscioni e cartelli quella di Vivi Mardimago, una forma civile per sensibilizzare l’opinione pubblica sul disagio arrecato dal passaggio di mezzi pesanti in via dei Mille. I cittadini si sono finalmente impossessati della strada, c’è voluto il Giro d’Italia per consentire loro di circolare in bicicletta in tutta sicurezza. Strada libera presidiata dalla Polizia di Stato, Carabinieri, e Polizia locale, mentre gli uomini di Veneto strade hanno provveduto a transennare le zone di pericolo.

I corridori più attesi della tappa erano Elia Viviani e Sam Bennett, vincitori in due occasioni a testa, e che si giocano anche la maglia ciclamino.

Maglia rosa sulle spalle di Simon Yates che dopo la tappa numero 12 era al comando con 47’’ su Dumoulin, 1’04’’ su Pinot e 1’18’’ su Pozzovivo. Per il lucano della Bahrain-Merida, così come per la maglia bianca Carapaz, il finale di Imola è stato tutt’altro che tranquillo. La spaccatura nel gruppo ha sorpreso anche i due uomini di classifica, che comunque sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo. Quella di Nerveso della Battaglia aveva anche due i traguardi volanti, a Piove del Sacco (dopo una settantina di km) e l'altro  a Villorba (dopo 125 km).

Tappa caratterizzata dalla fuga di cinque corridori: Andrea Vendrame (Androni-Sidermec), Alessandro Tonelli (Bardiani-Csf), Markel Irizar (Trek-Segafredo), Marco Marcato (UAE Emirates) ed Eughert Zhupa (Wilier-Selle Italia) scattano dopo nove chilometri e raggiungono un vantaggio massimo di 3’28” al km 90. 

La tappa all fine l'ha vinta Elia Viviani. L'azzurro, che allunga nella classifica della maglia ciclamino, ha preceduto Bennett e Van Poppel. Yates conserva la maglia rosa, sabato arrivo sul Monte Zoncolan. 

18 maggio 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati: