PASSANTE NORD ROVIGO Un altro atto di un progetto che va avanti dal 2006. Ivaldo Vernelli del Movimento 5 stelle chiede come mai non vi siano atti formali dell’amministrazione per la nuova versione dell’ultimo tratto di strada. “C’è una forte volontà di i

“Siamo in balìa di Veneto Strade"

Tra ville e giardini 2018

Ivaldo Vernellli (M5s) chiede delucidazioni all’assessore Antonio Saccardin sul nuovo tracciato che ultima il Passante Nord. “E' passato in giunta?” chiede visto che ci sono delle modifiche rispetto a quello approvato in consiglio comunale, presenta infatti tre rotatorie e l’eliminazione del ponte su via Calatafimi



Rovigo  - Ivaldo Vernelli, consigliere del Movimento 5 stelle, entra a gamba tesa sul progetto di ultimazione del Passante nord. L’ennesima versione dell’ultimo pezzo di strada - in linea retta sarebbero 1200 metri - rimasta incompiuta dal 2009.
Vernelli chiede all’assessore ai lavori pubblico Antonio Saccardin se il nuovo progetto (LEGGI ARTICOLO) sia stato approvato in giunta e chi ha incaricato l’ingegner Valentino Gentili a predisporre l’ulteriore progetto inviato ai consiglieri comunali. Saccardin risponde che l’amministrazione ha espresso una indicazione/volontà a Veneto Strade, che redigerà il Progetto in forma finale, che poi passerà in giunta per andare in consiglio comunale. “Non si tratta di un nuovo progetto, ma del progetto iniziale con alcune chiamiamole “varianti/integrazioni”” risponde l’assessore a Vernelli. Il consigliere del Movimento 5 stelle rimane fortemente perplesso poiché “un atto di indirizzo del consiglio comunale è stato modificato – resta da valutare se in modo migliorativo o meno – senza un atto formale dell’amministrazione”, con un progetto firmato da un professionista esterno, “forse (!) finanziato da Veneto Strade, il tutto in un contesto in cui pende la volontà di gran parte dei consiglieri comunali di interpellare la Corte dei Conti per la mancata trasparenza nell'esposizione della contabilità dei lavori per le opere realizzate finora e con la previsione di nuovi espropri complessi e gravosi”.

Una infrastruttura, l’intero Passante nord, che ha avuto l’ok del consiglio comunale dell’allora sindaco Paolo Avezzù, nel 2006, il cui intero impianto in capo a Veneto Strade doveva costare 25 milioni di euro, a cui il Comune di Rovigo ha partecipato con 8 milioni circa.

Negli ultimi metri dell’intero Passante si sono impantanate più amministrazioni: la Merchiori, la Piva e l’attuale cerca di uscirne, difficile capire se ce la farà.
In mezzo c’è stato pure un ricorso al Tar dei residenti di via Calatafimi, strada su cui doveva passare l’ultimo tratto del Passante, vinto dal Comune di Rovigo. Nonostante questo comunque Palazzo Nodari ad un certo punto, durante l’amministrazione Merchiori, chiede una via alternativa a via Calatafimi. 

Nel 2011 l’amministrazione di Bruno Piva acconsentì ad un accordo di massima con Veneto strade per completare l’opera attraversando parco Langer (LEGGI ARTICOLO), tragitto a sud del Ceresolo osteggiato da cittadini, opposizione consiliare, comitati ad hoc e associazioni ambientaliste, oltre che dalla Sovrintendenza per la presenza dell’ex tiro a segno di fine ‘800 che fu vincolato proprio durante queste traversie. 
Così saltò il tragitto a sud del Ceresolo. Fino all’idea di un percorso nord/sud, proposto dall’avvocato Vincenzo Cappellini a nome del comitato Pro Rovigo nel 2015 (LEGGI ARTICOLO), recepito dopo discussioni e confronti dal Comune e dal consiglio comunale a luglio 2017 (LEGGI ARTICOLO).

Nel mezzo di queste alterne vicende le dichiarazioni di Silvano Vernizzi, ad di Veneto Strade, che prima afferma che i soldi ci sono per terminare il Passante ma sono solo 6 milioni di euro, poi non ci sono, poi forse (LEGGI ARTICOLO), infine ce ne sono, ma sono 5 milioni euro (LEGGI ARTICOLO). 

Se in qualche modo la storia del tracciato è ripercorribile, non si può dire altrettanto di quella dei costi. Durante l’amministrazione Piva la richiesta di avere la contabilità da Veneto Strade fu unanime, ma non vi fu risposta. 
Vi fu un esposto alla corte dei conti dell’opposizione consigliare del 2013 arricchito con ulteriore documentazione nel 2014 (LEGGI ARTICOLO),
A più riprese le richieste di Silvia Menon di vedere le carte contabili del progetto, nel 2015 (LEGGI ARTICOLO) facendola diventare una mozione collegiale di più consiglieri d’opposizione (LEGGI ARTICOLO) e nel gennaio 2017 (LEGGI ARTICOLO). La mozione del 2015 fu bocciata in consiglio comunale, idem quella del 2017 presentata da Menon, Pd, M5s e Livio Ferrari.

“Adesso Saccardin ha fatto un passo falso - conclude Vernelli - esibendo un progetto firmato da Gentili e commissionato da Veneto Strade. Si sono invertiti i ruoli: c’è la prova che il Comune esegue i desiderata di Vernizzi”. 

 

14 giugno 2018
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