PARTITO DEMOCRATICO ROVIGO Virna Riccardi nel cda di Asm spa, segretario e vice provinciale prendono le distanze, i consiglieri Businaro e Borgato: “La proposta non andava accettata” 

Ritornano i coltelli nel Pd, vince il “grande manovratore”

DOMINA fuori tutto
Una scelta avvenuta senza consultazione quella della nomina di Virna Riccardi, segretaria Pd del circolo Rovigo centro, nel cda di Asm spa guidato da Alessandro Duò. La segreteria provinciale del partito e i consiglieri comunali Giorgia Businaro e Andrea Borgato condannano i modi, la scelta e prendono le distanze: “spartizione di “careghe” che non poteva e doveva essere accettata”


Rovigo - Putiferio in casa del Partito democratico di Rovigo. Virna Riccardi, coordinatore del circolo Rovigo centro, ha accettato di far parte del cda di Asm spa, scatenando più che una bufera nel Pd, quanto il rispolvero della vecchia guerra tra le due fazioni dei democratici, frattura che il Pd del segretario Giuseppe Traniello Gradassi era stato chiamato a sanare, e si pensava fosse stato così. La nomina di Riccardi, fedelissima di Nadia Romeo capogruppo del Pd in consiglio comunale, antagonista del sindaco Massimo Bergamin alle elezioni del 2015, fa fare una grande riflessione a tutto il Pd, ma prima arrivano le condanne e la presa di distanza della scelta del circolo Pd di Rovigo affiancato da Nadia Romeo, non condivisa dagli altri componenti del Partito democratico che non erano a conoscenza. 

In primis dal segratrio provinciale Giuseppe Traniello Gradassi e dal vice Leonardo Raito ed in secondo luogo dai colleghi in consiglio comunale del centrosinistra Giorgia Businaro e Andrea Borgato esterrefatti da questa scelta avvenuta senza alcuna interlocuzione e consultazione, “quasi a segnare - secondo Gradassi - una condivisione rispetto alle politiche di gestione di un’azienda municipalizzata e del suo amministratore unico Alessandro Duò, che lo stesso partito aveva ripetutamente attaccato specie quando erano andate a colpire funzionalità dei servizi, organizzazione e posti di lavoro”.

“Questo la dice lunga sulle motivazioni che potremmo definire ‘private’ e di ‘corrente’ che la sottendono. - aggiungono Businaro e Borgato - Si tratta di un gravissimo danno politico che è stato causato, portando discredito al gruppo del Pd e creando un ostacolo rilevante al processo di creazione di una alternativa di governo del capoluogo a partire dal rafforzamento dell’opposizione. Questa proposta non andava accettata mai e poi mai. E’ utile solo ad una parte del Pd ben identificabile e che porta in primis la responsabilità politica della sconfitta alle amministrative, che ha aperto la strada al governo del sindaco Bergamin e della sua maggioranza e al potere dell’amministratore di Asm, Alessandro Duó, che rafforza il suo ruolo di grande manovratore della politica trasversale che sta purtroppo caratterizzando da tempo la vita politica provinciale. Una scelta davvero politicamente scriteriata”.

Proprio Gradassi evidenzia come il Pd provinciale e “la capogruppo in consiglio comunale Nadia Romeo si erano, ad esempio, espressi con forte contrarietà rispetto all’operazione Asm onoranze Funebri, che era costata quattro posti di lavoro e non erano parse chiare nemmeno le strategie che vedevano un forte attivismo della municipalizzata e del suo amministratore unico rispetto alla situazione del polo natatorio e di Piazzale Di Vittorio e per la questione cimiteri “Arcobaleno”, dove è palese il rischio che errori del passato e le incaute scelte attuali, sarebbero fatti pagare ai cittadini e a una municipalizzata in un sistema Rovigo tutt’altro che virtuoso. - continua - Ritenere oggi che, con un colpo di spugna, tutte le preoccupazioni e le riserve avanzate dal partito vengano cancellate da una partecipazione, che va ritenuta e decisa da pochi al consiglio di amministrazione di Asm Spa, della coordinatrice del circolo di Rovigo, non va sicuramente nella direzione politica discussa e proposta dagli organismi provinciali, che ritengono fondamentale esercitare la gestione dei servizi pubblici con criteri di trasparenza, di efficienza e sostanziale indipendenza decisionale”. 

Proprio nei giorni scorsi Businaro e Borgato avevano dichiarato alla stampa la loro contrarietà all'allargamento del Cda di Asm a tre componenti. “Una operazione basata sulla mera spartizione di "careghe", ma avevamo sottovalutato la portata di questa spartizione, perché in un momento di grande difficoltà Bergamin ha pensato bene di utilizzarla per allargare il “perimetro” dei propri potenziali alleati, trovando purtroppo ascolto in una parte dell’opposizione”.

“Con questa decisione, assunta a titolo personale da chi oggi l’ha già difesa sui giornali, in primis da Nadia Romeo, è stato tradito il mandato conferito dagli elettori, confermando sospetti che già circolavano, a partire dai silenzi ripetuti e lunghi sulle tante mancanze dell’amministrazione Bergamin” affermano Businaro e Borgato che prendono le distanze in modo netto “da questo modo politicamente opaco di operare e da chi lo pratica e difende, prendendo atto che il gruppo consigliare del Pd si è spezzato a causa di chi ha preferito favorire l’interesse di pochi a discapito della dignità politica del Gruppo stesso”.

Per Gradassi “è evidente che ora si apre una fase di incertezza per Asm Spa e per tutti i servizi provinciali. Quali novità positive possiamo aspettarci da questa necessità? Oppure ci sono scelte molto impopolari e poco consone alle vere necessità di Rovigo che da solo non sarebbe in grado di reggere? Il Pd preferisce poter esercitare una funzione di controllo, rimanendo all’opposizione, senza condizionamenti e senza sentirsi in dovere nei confronti di qualcuno per un’assunzione o la collocazione in uno spazio di potere. Operazioni come questa, esercitata senza alcuna condivisione di obiettivi e strategie, contribuiscono soltanto a creare un solco maggiore tra cittadini e rappresentanti e non possono che aprire una fase di serio confronto interno dove, più dei ruoli, contano le progettualità e gli ideali”.

 
4 luglio 2018
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