COMUNE ROVIGO L’amministrazione comunale pensa a ridurre il chiosco di piazza Merlin ma manca l’ok della Soprintendenza. A gestirlo sarebbe una associazione di volontariato con il contributo del proprietario 

Il chiosco ridimensionato, la vecchia idea non era così male 

Il progetto del chiosco ridimensionato
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Dall’ultimatum alla chiusura e ora al coinvolgimento del proprietario del chiosco di piazza Merlin per il ridimensionamento della struttura per affidarlo in gestione da una associazione di volontariato. Questa la soluzione che ora ha pensato l’amministrazione per il chiosco ma serve l’ok della Soprintendenza


ROVIGO – Alla fine il chiosco di piazza Merlin rimane lì, ridimensionato, e sarà gestito da una associazione di volontariato. Dietrofront dell’amministrazione Bergamin sul futuro della struttura, chiusa da qualche mese con l’ordine dello smantellamento poiché non a norma. 

Oggi invece il Comune pensa ad un ridimensionamento dell’edificio, idea già evidenziata negli anni passati. Il chiosco, in data 22 agosto 2002, aveva ricevuto l’ordine di demolizione con la notifica da parte del ministero per i Beni Culturali ed Ambientali indirizzata a Daniele Zago, titolare di una delle due ditte contro il quale era stato avviato un ricorso al Tar del Lazio. Daniele Zago aspettò fiduciosamente la sentenza del Tar che gli diede ragione il 31 luglio 2013. Il titolare nel frattempo aveva affidato all’architetto Luigi Fariello Barbato un progetto di restyling che ottenne il parere positivo della Soprintendenza per i beni architettonici di Verona, Rovigo e Vicenza, ma mai quello della giunta rodigina.

Il progetto di restyling, come spiega Barbato che aveva redatto il progetto, “consiste in due operazioni: la prima riguarda la copertura che è stata ristudiata e rifatta, progettualmente e completamente, più similare ad un tetto ad unica altezza con elementi decorativi meno evidenti e più sobri, eliminando l’impatto del colonnato ma soprattutto dell’idea di “padiglione” fieristico. La seconda scelta progettuale importante è quella di eliminare le pareti in cartongesso ricoperte da finti mattoncini, posizionando porte a giorno in cristallo apribili come le esistenti, dando leggerezza alla struttura nel suo insieme oltre che luminosità e spazialità ad un tratto di strada male illuminata nelle ore notturne”. Una soluzione meno impattante visivamente sulla piazza e sullo scorcio di porta San Bortolo. “Nei periodi stagionali freddi con il tutto chiuso la sensazione sarà di trasparenza, mentre nelle stagioni più calde con il tutto aperto darà il piacere visivo di un prolungamento ideale del portico di via Cavour” spiega l’architetto.

Dopo la caduta dell’amministrazione Piva del progetto non si è saputo più nulla. Ora però riemerge questa idea ma serve l’ok della Soprintendenza verso la quale sarebbe in itinere una richiesta di parere.

Sulla gestione si pensa alla concessione ad una associazione di volontariato che si occupa di disabili. Anzi, sarebbe già stato trovato un accordo tra l’amministrazione e l’associazione, con il coinvolgimento anche del proprietario, che, qualora andasse in porto, trasformerebbe il chiosco in uno dei pochissimi chioschi in Italia completamente gestito da ragazzi disabili. 

13 luglio 2018
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