RIORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO A ROVIGO Nadia Romeo, Tosca Malagugini e Virna Riccardi del Partito democratico annunciano il rischio di chiusura della Prefettura della città 

Rischio chiusura Prefettura, il Pd lo ricorda 

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"In assenza dei correttivi ipotizzati nella precedente legislatura dal Partito democratico che devono essere assunti entro la fine dell’anno, saranno soppresse 23 Prefetture in Italia, tra le quali Rovigo” affermano Nadia Romeo, Tosca Malagugini e Virna Riccardi del Partito democratico che ritengono come sia una grave mancanza di un punto di riferimento per il territorio. Il Pd travolto dalle polemiche (LEGGI ARTICOLO), riporta alla luce il rischio della perdita dell’ufficio di governo in Polesine. La prefettura di Rovigo vede proprio in questi giorni un cambio al vertice con Enrico Caterino che è in procinto di trasferirsi alla prefettura di Ravenna (LEGGI ARTICOLO) e il nuovo prefetto Maddalena De Luca in arrivo (LEGGI ARTICOLO)



ROVIGO - Dopo tre anni ritorna il rischio chiusura della Prefettura di Rovigo. Ad annunciarlo sono Nadia Romeo, Tosca Malagugini e Virna Riccardi, rispettivamente capogruppo in consiglio, segretaria comunale e segretaria del circolo di Rovigo centro del Partito democratico di Rovigo commentando come “a Roma si prepara l’ennesimo danno alla città ed al Polesine, nell’inazione e silenzio totale dei vertici istituzionali di Comune e Provincia ”. La legge sul riordino delle Prefetture già prevede che entro il 2018 il Governo rivaluti lo schema legislativo che era stato congelato i primi di dicembre del 2015 (LEGGI ARTICOLO). 

“In assenza dei correttivi ipotizzati nella precedente legislatura dal Partito democratico che devono essere assunti entro la fine dell’anno, saranno soppresse 23 Prefetture in Italia, tra le quali, ovviamente, Rovigo -  scrivono -. Perdere la Prefettura significa dipendere da un’altra provincia per la gestione dell’ordine e della sicurezza. Non avremo più un punto di riferimento importante per affrontare problematicità peculiari solo al territorio polesano. A ciò si aggiunge il trasferimento di una settantina di dipendenti in altre sedi, con la conseguenza di rendere Rovigo sempre più dormitorio”.

La richiesta che arriva dalle tre componenti del Pd è se “qualcuno ha intenzione di darsi da fare per far sentire la voce del Polesine al Governo? O aspettiamo che si compia l’ennesimo scippo?”.

19 luglio 2018
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