ROVIGO L’architetto Luigi Domenico Barbato parla di ciò che accomuna il capoluogo vicentino al nostro e quali spunti prendere per una migliore vivibilità

“Tra Bassano e Rovigo, ecco la città che vorrei”

Luigi Barbato
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“Certo, confrontare Bassano con Rovigo è esagerato, ma nella sua semplicità la nostra cittadina ha delle caratteristiche che molti ci invidiano e che noi facciamo fatica a capire come ad esempio il reticolo di piazze con caratteristiche di percorribilità e di spazio”


ROVIGO - “Domenica 5 agosto data del mio compleanno non dice granché ma il regalo di mia figlia Lucrezia è importante perché mi ha fatto conoscere direttamente Bassano del Grappa e il suo ponte. 

Molti di noi hanno studiato Bassano e le sue caratteristiche ma vederla come è strutturata ti fa pensare alla nostra Rovigo e come potrebbe, anche se con opere architettoniche meno importanti ma pur sempre consolidate storicamente, essere organizzata nella sua vivibilità perché nonostante esistano centri commerciali, grandi attività commerciali esterne a Bassano stessa e tanto di più di quello che non abbiamo a Rovigo. Prima fra tutte le caratteristiche fondamentali, che solo a Venezia si vive, non vi sono automobili in centro e tutto si sviluppa a piedi ma ci sono grandi parcheggi gratuiti di supporto ed esterni, neanche tanto poco faticosi da raggiungere, ed è questa la bellezza cui ci si è abituati, a questa semplice bellezza nel verde e nell'apprezzare la vicinanza con la città. 

Certo, confrontare Bassano con Rovigo è esagerato, ma nella sua semplicità la nostra cittadina ha delle caratteristiche che molti ci invidiano e che noi facciamo fatica a capire come ad esempio il reticolo di piazze con caratteristiche di percorribilità e di spazio. 

Altra cosa che mi ha stupito è la pulizia e l'ordine oltre ad una grande educazione nel rispetto del luogo che anche noi abbiamo ma molto staccata quasi con disaffezione verso la nostra bella cittadina. Il fatto di non avere strisce blu ovunque sembra dare ancora più vivibilità alle attività commerciali che difficilmente sono chiuse ma diversamente da Rovigo hanno una continua evoluzione quasi a farsi beffe delle attività commerciali esterne che ripeto sono molto superiori alle nostre. Ma le riflessioni che faccio sono sicuramente dettate dalla giornata particolare e dall'emozione del camminare sul ponte del Palladio ma anche Rovigo riserva delle emozioni che altri non hanno come la Rotonda, quel che rimane del Castello e la meravigliosa piazza Vittorio. E allora ci vorrebbe un maggior trasporto da parte di chi governa come mi chiedevano di continuo i Polesani nel mondo delle varie parti d'Italia dove spesso mi recavo con don Valentino”.

Luigi Domenico Barbato
Architetto

 

 

 

6 agosto 2018
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