COMUNE ROVIGO In consiglio comunale arriva l'interrogazione del consigliere Mattia Moretto, Giorgia Businaro e Andrea Borgato nei confronti dell'assessore Alessandra Sguotti e gli eventi annullati di Opera Prima nei locali del papà Giacomo

Nessuna scusa dall'assessore, non c'era. Così come il padre

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Vogliono spiegazioni i consiglieri comunali Mattia Moretto, Giorgia Businaro e Andrea Borgato nei confronti dell'assessore Alessandra Sguotti per la vicenda che l'ha vista coinvolta nelle scorse settimane relativa alla programmazione degli eventi del Prefestival Opera Prima nei locali del padre Giacomo e del socio Rubens Pizzo


ROVIGO – Avrebbe dovuto aprire in occasione degli eventi del Prefestival Opera Prima, invece, dopo che il sindaco Bergamin ha cancellato gli appuntamenti (LEGGI ARTICOLO) presentati dall'assessore Alessandra Sguotti senza citare il fatto che si sarebbero svolti per l'inaugurazione del locale del padre Giacomo e del socio Rubens Pizzo, è stata posticipata di qualche giorno. E' sotto la luce dei riflettori da settimane, da quando in cantiere sono state contestate violazioni in materia di utilizzo di operai extracomunitari non in regola, infine giovedì 13 sttembre arriva in consiglio comunale la vicenda legata agli eventi del Prefestival Opera Prima che nelle intenzioni dell'assessore alla cultura Alessandra Sguotti si sarebbero dovuti tenere all'interno del nuovo locale del padre (LEGGI ARTICOLO), il consigliere Giacomo Sguotti.

A sollevare le domande in aula è stato il consigliere comunale Mattia Moretto, che ha presenttao una interrogazione scritta firmata anche dai colleghi Giorgia Businaro e Andrea Borgato. Entrambi gli Sguotti erano assenti nell'occasione per arrivare poi in aula a domande già formulate.

Ritenedo che l'utilizzo di un evento pubblico che vede la partecipazione di decine di artisti ed il sostegno di vari enti, per fare pubblicità gratuita all'attiviità imprenditoriale del padre, “sia di una “gravità inaudita” i tre consiglieri chiedono alla Sguotti come “giustifica di avere preso in giro i cittadini, artisti ed istituzioni; se si è trattato di una ingenuità e se sì ritiene di essere all'altezza del ruolo che ricopre; se invece si è trattata di una scelta consapevole se ritiene necessario continuare le politiche culturali e gestire denaro pubblico. Non ritiene che sarebbero più dignitose le sue scuse?”.
13 settembre 2018
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