PIAZZA XX SETTEMBRE ROVIGO Il consigliere comunale Antonio Rossini ritorna a parlare della situazione di degrado davanti alla Rotonda ed invita istituzioni e genitori a sorvegliare i ragazzi e dare loro una buona educazione rispettando le regole 

"La sicurezza compete anche ai cittadini"

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Solo con una sinergia ed una alleanza forte e reciprocamente rispettosa dei propri compiti e competenze tra scuola e famiglia, sostenuta dall’amministrazione con il rispetto delle regole, potrà portare secondo il consigliere Antonio Rossini a non incorrere in episodi sgradevoli in città come sta accadendo in piazza XX settembre



ROVIGO - Dopo molte interpellanze caldeggiate dai cittadini per proporre soluzioni ai problemi di decoro e di sicurezza urbana, anche alla luce degli ultimi eventi in piazza XX settembre tra risse (LEGGI ARTICOLO) luogo di degrado (LEGGI ARTICOLO) di cui si è occupato in diverse occasioni, il consigliere Antonio Rossini ritorna sul concetto “che ordine pubblico e sicurezza non sono la stessa cosa” tanto da rivolgersi sia al Comune che ai genitori dei ragazzi per alcune soluzioni. 

“Il mantenimento dell’ordine pubblico è esclusivo compito delle istituzioni, mentre la sicurezza è un bene comune che anche tutti i cittadini, individualmente e collettivamente, dovrebbero sentirsene responsabili e pertanto hanno il dovere collaborare attivamente con le forze di polizia e l’amministrazione comunale. Il concetto di sicurezza urbana é uno degli obiettivi programmatici della campagna elettorale di questa maggioranza, un punto che condivido e che è importante per i nostri cittadini che hanno il bisogno di sentirsi più protetti, infatti alta é la percezione collettiva di essere avvolti dalla micro criminalità e di vivere in un ambiente insicuro”.

Il consigliere che al Comune ha proposto di curare il bene “sicurezza” regolamentando i modi di accesso agli spazi urbani, definendo i comportamenti socialmente accettabili, installando più telecamere di sorveglianza, migliorando l’illuminazione, organizzando attività culturali e di trattenimento dando così un segnale di presidio dei luoghi e di legalità, ora fa un appello anche alla coscienza dei genitori, cittadini di Rovigo, che forse non sanno cosa fanno i loro figli la sera. 

Se la famiglia, da sola, non ce la fa più ad educare i figli alla legalità, la scuola perde credito ogni giorno, anche sotto i colpi di genitori che difendono i loro figli “a prescindere”: “Mercoledì scorso si sono riaperte le scuole e si ripropone il problema dell’autorevolezza dell'insegnante per poter essere guida per le nuove leve. - commenta - Un tempo fare l'insegnante era un’attività autorevole e rispettata. Ben pochi ragazzi sognano oggi di fare l'insegnante; hanno altre aspirazioni: diventare un calciatore, un cantante, andare ad “Amici” o ad “X Factor”, o comunque espletare attività che portano soldi, notorietà, fama: l’unica cosa che si cerca in Facebook.

L'insegnante è disprezzato perché si trova all'estremo opposto. Non lo conosce nessuno, i genitori lo trattano molto spesso con sufficienza. 

Si pensa che l’insegnante sia portatore di sole conoscenze specialistiche, ma egli dovrebbe avere una visione ampia, essere ricco sia culturalmente che sul piano umano; dovrebbe essere un maestro, una guida e un leader perché i suoi alunni devono crescere aprendo la loro mente fino ad acquisire la disciplina per sapersi creare un futuro e per saper vivere nel rispetto delle regole della comunità”.

Secondo il consigliere solo un’alleanza sinergica, forte e reciprocamente rispettosa dei propri compiti e competenze tra scuola e famiglia potrebbe far capire a quei “bravi ragazzi” che animano le serate estiva della città “che tutti abbiamo il diritto di divertirci, ma nel rispetto delle regole. - conclude - Il tutto in attesa che chi deve far rispettare le regole, porre limiti e prendere provvedimenti lo faccia, mi aspetto che anche il Dirigente della Polizia locale, magari con la bicicletta ed il telefonino, si faccia un giro per piazza XX settembre e proponga un tavolo di lavoro e di interventi con le forze di polizia, come ad esempio le pattuglie miste a piedi”.

15 settembre 2018
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