CASO PISCINE POLO NATATORIO ROVIGO C’era il pericolo default per Palazzo Nodari che vedeva il Comune obbligato in solido per i debiti contratti da Veneto Nuoto con Unipol. Bilancio pesante per i rodigini

Risolto il caso piscine. Pagando

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La buona notizia è che si è evitata la catastrofe, si sarebbe potuto pagare pure di più, visto che ad un certo punto Palazzo Nodari ha vissuto lo spettro di dover intervenire in surroga di Veneto Nuoto per 8 milioni di euro. La svolta arriva con Padova Nuoto che reperisce nel mercato del credito il minimo indispensabile per aderire alla proposta di saldo e stralcio avanzata da Unipol Banca, ma attualmente scaduta nei termini. In ogni caso il Comune di Rovigo se la cava pagando per il futuro solo 5 milioni e 900mila euro (rispetto all’ultimo conteggio LEGGI ARTICOLO 300mila euro se li accollerebbe Asm spa), avendone già pagati  3,6 milioni di euro più 250mila per 7 anni pari ad un totale di 5 milioni e 350mila euro. Insomma per il Comune la partita del caso piscine si chiuderà avendo speso la modica cifra di 11 milioni e 250mila euro senza aver incassato 1 euro da biglietti d'ingresso o corsi di nuoto


ROVIGO - Padova Nuoto ha trovato soddisfazione da Banca Prossima che ha deliberato venerdì 14 settembre il maxi finanziamento per rilevare le quote di Veneto Nuoto, concessionario del polo natatorio di Rovigo.
L’operazione consentirà a Veneto Nuoto di evitare la procedura di autofallimento ed al gestore Padova Nuoto di proseguire la gestione senza l’onere di dover contribuire al project financing insieme al Comune di Rovigo nei confronti di Veneto Nuoto.
La questione infatti è dibattuta: se da una parte Veneto Nuoto considera morosa Padova Nuoto, di circa 30mila euro al mese da parecchio tempo, dall’altra Padova Nuoto considera inadempiente Veneto Nuoto, di cui è pure socia di minoranza, per non aver provveduto al trasferimento delle quote sociali a loro favore dopo 36 mesi dall’avvio del project.

Al di là degli aspetti societari, tra Padova Nuoto ed il gruppo di imprenditori che hanno materialmente realizzato il polo natatorio e si sono occupati della trasformazione della ex piscina Baldetti, la notizia del reperimento di almeno 2,5 milioni di euro da parte di Padova Nuoto, arrivata in extremis visto che il prossimo venerdì 21 settembre è indetta l’ultima assemblea soci di Veneto Nuoto, lascia un piccolo margine di dubbio sulla validità della proposta formulata da Unipol Banca per il saldo e stralcio del residuo del mutuo concesso per la realizzazione del Polo natatorio.
La validità dell’offerta di chiusura di tutte le pendenze per meno di 4,4 milioni di euro era fino a fine aprile, l’auspicio è che dopo 5 mesi di silenzio sia ancora valida.

Qualora l’offerta risultasse ancora valida lo scenario sarebbe il seguente: Unipol Banca incassa quanto da lei proposto nella misura di 2 milioni dal Comune di Rovigo e la rimanenza da Padova Nuoto che paga i debiti bancari di Veneto Nuoto; Unipol Banca non chiama in surroga il Comune di Rovigo per i debiti contratti e non onorati da Veneto Nuoto e Veneto Nuoto rinuncia alla clausola del project che lo prevedeva; Veneto Nuoto per ricompensare il Comune dell’aiuto rinuncia alla causa in essere cosiddetta Lodo Baldetti, destinata a veder soccombere il Comune dopo aver già ricevuto un giudizio avverso dal collegio arbitrale per 1,4 milioni di euro, a cui il Comune di Rovigo non ha mai  adempiuto; il Comune di Rovigo paga 2 milioni di euro a Veneto Nuoto più altri 300mila euro quale contributo alle spese sostenute da Aspiag (supermercato Interspart in area ex Baldetti) per spese da bonifica amianto su sito di ex proprietà comunale; su questa ultima partita potrebbe intervenire Asm spa nella misura di 200mila euro; il Comune di Rovigo infine garantisce per 13 anni il proseguimento dell’acquisto di ore nuoto per 300mila euro annui invece dei 250mila precedentemente versati nei 7 anni di project financing.

All’assemblea soci di Padova Nuoto che ha illustrato l’operazione erano presenti anche Silvano Lindaver, presidente di Rhodigium Nuoto, e Stefano Bortolami, direttore dell’impianto di viale Porta Adige.
15 settembre 2018
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