DIRITTO E TUTELA 3.0 L’avvocato Fulvia Fois spiega cosa dice la legge sui manufatti costruiti senza rispettare le distanze legali

Distanze legali tra edifici non rispettate, quanto può influire il condono 

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Un manufatto costruito senza rispettare le distanze legali può essere mantenuto se è stato condonato oppure va demolito? A rispondere a questa domanda è Fulvia Fois con la rubrica Diritto e tutela 3.0 



Cari lettori,
l’argomento della rubrica di oggi verte su una tematica assai frequente perché ha a che fare con i vicini di casa e con le distanze legali spesso oggetto di contesa e soprattutto di fortissime discussioni.

Cerco di essere più precisa e vi espongo, seppur sinteticamente, la questione oggetto di valutazione. Nel caso in cui un manufatto (per esempio un ricovero attrezzi, un garage.…) è stato costruito da tempo in prossimità del confine senza rispettare le distanze legali, ma è stato condonato, può essere mantenuto oppure va demolito? 

Quali i diritti del vicino di casa di fronte a un manufatto costruito senza il rispetto delle distanze legali?
Il vicino di casa non ha limiti di tempo per agire al fine di far eliminare i manufatti posizionati a distanza inferiore a quella legale oppure per chiedere, in alternativa, il risarcimento dei danni per l’illegittimo posizionamento.

In questo senso la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito, in più occasioni, che l’azione per il rispetto delle distanze legali è imprescrittibile (ad es. Cassazione Civile, sentenza n. 871/2012), quindi questo vuol dire che la causa può essere avviata anche a distanza di molti anni dalla costruzione dell’abuso.

Questo perché secondo la legge si tratta di un illecito cosiddetto “permanente”che, cioè, si rinnova ogni giorno, in quanto le norme di legge o dei regolamenti comunali che prescrivono distanze minime sono tese a tutelare beni e interessi differenti.

Al riguardo non importa che per l’immobile sia stato rilasciato il permesso a costruire, eventualmente anche in sanatoria, in quanto la concessione comunale viene notoriamente rilasciata “salvi i diritti dei terzi”, nel senso che l’amministrazione comunale non ha il dovere di verificare che la costruzione per la quale è stata chiesta la licenza, pregiudichi o meno i diritti civilistici (quindi privatistici) di terzi soggetti.

Quale la possibile via di uscita legale per chi ha costruito senza rispettare le distanze legali?
Se la persona riesce a dimostrare di avere usucapito il diritto a costruire e mantenere il manufatto a una distanza inferiore a quella minima potrà ottenere il rigetto della domanda di demolizione o di risarcimento del danno avanzata dal vicino.

In questo senso l’orientamento della Corte di Cassazione, la quale ha statuito che dopo venti anni di uso indisturbato dello spazio – nel senso che il vicino in tutti quegli anni non ha sollevato contestazioni giuridicamente rilevanti – si perfeziona l’usucapione, che dà luogo all’acquisto del diritto a mantenere la distanza inferiore a quella legale.

In altri termini, il decorso del tempo legittima l’acquisto per usucapione di una servitù finalizzata a conservare la costruzione di un fabbricato che non rispecchia le distanze di legge.

Questa rubrica non ha carattere esaustivo.

Avvocato Fulvia Fois
dirittoetutela3.0@gmail.com

16 settembre 2018
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