MUSICA ROVIGO Sabato 27 ottobre e sabato 3 novembre il doppio appuntamento per festeggiare la Madonna delle Grazie. Protagonisti Thomas Gelain ed il coro Kairos Vox. Direzione artistica di Paola Chiarion

I concerti del Duomo

Strenne in Piazza Natale 2018

Una rassegna di due concerti alle ore 18, prima della Santa Messa, per festeggiare la Madonna delle Grazie: sabato 27 ottobre suonerà l’organista maestro Thomas Gelain, mentre il successivo sabato 3 novembre sarà la volta del coro Kairos Vox, diretto dal maestro Alberto Pelosin



ROVIGO - Nella ricorrenza della Madonna delle Grazie, il Duomo di Rovigo ospiterà anche quest’anno una breve ma significativa rassegna concertistica, resa possibile dalla sensibile disponibilità del parroco, don Claudio Gatti, e ideata con determinazione ed entusiasmo da Paola Chiarion, organista e pianista rodigina, docente al Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto, nonché organista titolare proprio del Duomo. 

Il primo concerto, alle ore 18 di sabato 27 ottobre, sarà tenuto dal giovane organista legnaghese Thomas Gelain, brillante diplomato del Conservatorio Venezze di Rovigo, poi perfezionatosi con importanti artisti di fama internazionale e più volte premiato in prestigiosi concorsi. Grazie al poderoso organo della Concattedrale rodigina, il M° Gelain si cimenterà in un repertorio tutto concentrato temporalmente nella seconda metà dell'Ottocento e in prevalenza focalizzato sulla scuola francese. Gabriel Pierné (1863 – 1937), Louis Vierne (1870-1937) e Charles-Marie Widor (1844 - 1937) sono i tre organisti e compositori che verranno eseguiti, tutti legati al grande César Franck, che ebbe un ruolo cruciale nell’esperienza organistica parigina, grazie non solo al suo magistero strumentale, temprato e insieme ispirato dal magnifico organo Cavaillè-Coll della basilica di Santa Clotilde e Santa Valeria, di cui fu titolare per oltre trent’anni, ma anche al suo impegno didattico, profuso dalla cattedra del Conservatorio di Parigi.

Insieme a questi tre pilastri tardo Romantici, troverà spazio Adoro Te Devote, dell’italiano Filippo Capocci (1840-1911), esponente di spicco del Cecilianesimo, il movimento culturale che ricercava la purezza del canto gregoriano e della polifonia rinascimentale in tempi musicalmente dominati dall’esperienza del melodramma. A questi nomi, noti ormai soltanto ai cultori dell’organo, si affiancherà quello di Johannes Brahms, in un giovanile cimento organistico, il Preludio e fuga in sol minore (1857), che, come tutto il repertorio brahmsiano per questo strumento, nasce da un dialogo inesausto fra il genio amburghese e il corpus organistico bachiano.

Il successivo sabato 3 novembre, sempre alle ore 18, sarà la volta del coro Kairos Vox di Castelfranco Veneto, diretto dal giovane Alberto Pelosin, che, dopo gli studi pianistici con Luisa Guariglia, ha studiato Direzione di coro con Alessandro Kirschner, e attualmente frequenta il Triennio Accademico di Direzione di coro e Composizione corale con Gianmartino Durighello presso il Conservatorio “A. Steffani” della sua città.

L’ensemble, che si è distinta grazie programmi musicali eclettici per stili ed epoche, presenterà al pubblico rodigino un florilegio di composizioni, focalizzate sui più grandi maestri del Cinque e Seicento, ma con incursioni otto-novecentesche. La prima parte si animerà dell’alternanza fra i mottetti di tre sommi compositori: Sicut cervus di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 ca.-1594), Ave Maria e Regina coeli del castigliano Tomás Luis de Victoria (1548-1611), oltre a Domine ne in furore e Cantate Domino del Divin Claudio Monteverdi (1567-1643); nella seconda parte, a due nomi famosissimi come Felix Mendelssohn e Anton Bruckner, presenti rispettivamente con Beati mortui, uno dei due Cori spirituali op. 115, e il mottetto Os Justi, di ispirazione gregoriana, si alterneranno l’Ave Maria del compositore bavarese Franz Xaver Biebl (1906-2001), che è il suo brano più noto, e Angele Dei del napoletano Giuseppe Di Bianco (1969).

Un’altra Ave Maria, anzi la più universalmente famosa, quella di Franz Schubert, verrà regalata al pubblico come prezioso intermezzo strumentale, ad opera di Paola Chiarion, direttore artistico della rassegna, all’organo, e di suo figlio, il giovanissimo sassofonista Davide Periotto.

Nicoletta Confalone

24 ottobre 2018
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