ROVIGO E I RODIGINI Intervento di Roberto Magaraggia sull’eventualità di armare i pochi vigili urbani della città

Ma poi le pistole chi le può usare?

DOMINA fuori tutto

Sparare qualche colpo in aria per non far morire di noia Rovigo, la prende con ironia l’ultima sparata di Bergamin sul fatto di dotare di armi la Polizia Locale “sui 35 vigili in organico ben 28 sarebbero stanziali”. Ma come i vigili devono fare un corso per ottenere l’abilitazione all’uso dell’arma, parimenti un corso attitudinale sulla Costituzione servirebbe a certi politici, fa notare Magaraggia 



ROVIGO - “A Rovigheto si discute in questi giorni sul tema ‘pistola si o pistole no’ ai Vigili urbani. Pare che siano già stati acquistati gli armadietti blindati LEGGI ARTICOLO, in cui si possono intanto racchiudere le promesse mancate di Bergamin verso i rodigini”.

Promesse di una città più sicura, ma ci sono delle considerazioni da fare. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza svolgono dei corsi specifici per l’utilizzo delle armi da fuoco, verifiche periodiche, ma quanti dei vigili urbani in servizio saranno abilitati a farlo?

“Se è vero che sui 35 vigili in organico ben 28 sarebbero stanziali - commenta Magaraggia - a che servirebbero le pistole per i rimanenti 7 sul territorio? Non ho inoltre presente ricordi di forze di polizia che a Rovigheto abbiano dovuto usare le armi in conflitti a fuoco”. Evidentemente le Forze dell’Ordine “Le ‘guardie locali’, dal decreto Rattazzi del 1859 a Giolitti, erano e dovrebbero essere preposte a salvaguardia di igiene, atti amministrativi, circolazione urbana eccetera. Credo però che qualche ‘pistolettata a salve’ potrebbe essere utile, se esplosa regolarmente ogni ora in centro città dai vigili. Lo scoppio e la detonazione sarebbero utili ai cittadini per risvegliarsi dal torpore e salvarli per non ‘morire’, ma di noia”.

Per dotare eventualmente il corpo di polizia municipale di armi occorre che gli agenti debbano sottoporsi a visite socio- psico- attitudinali, giustamente. “Un “percorso” che in modo assoluto dovrebbe essere previsto in “Costituzione“ anche per chi si candida ad amministrare le nostre città, il nostro paese. I danni “mortali“ che possono procurare certi politici possono paragonarsi a proprie e vere “stragi“ socio- economiche per intere popolazioni”.

14 novembre 2018
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