GIOCO D'AZZARDO Quando la volontà di vincere a tutti i costi crea le condizioni di commettere una autentica truffa

Quando al casinò non vince il gioco ma l’inganno

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Tutti abbiamo imparato a conoscere i casinò, in un modo o nell’altro: ci sono i player professionisti, che hanno grande confidenza con il gioco d’azzardo, i semplici appassionati e chi non ha mai preso parte a questo fenomeno di massa, limitandosi alla curiosità nei suoi confronti. Naturalmente vi è la consapevolezza del fatto che i casinò sono un’occasione di svago e divertimento, ma anche e soprattutto una possibilità per fare soldi velocemente e senza sforzi. D’altronde lo scopo stesso dei tavoli verdi e delle slot machine è proprio divertire il giocatore e spingerlo a tentare la fortuna dandogli la possibilità di vincere somme anche molto alte. Da sempre, però, c’è chi non si limita a tentare la sorte seguendo le regole del gioco: alcuni individui provano a vincere usando l’astuzia ma soprattutto l’inganno.
 
Quando il gioco d’azzardo si tinge di truffa
 
La storia dei casinò è piena di esempi non propriamente etici, ma di sicuro affascinanti: si parla di tutte quelle persone che hanno provato a giocare seguendo solo i propri interessi, sovvertendo le regole del gioco. Nello specifico si fa riferimento a personaggi diventati noti per avere messo in atto le migliori truffe nella storia del casinò. Gli esempi, più o meno lontani nel tempo, sono davvero tantissimi: tra questi troviamo truffatori seriali del calibro di Don Johnson, soprannominato il “Re del Blackjack”, Ida Summers (Lady Luck), il MIT Blackjack Team e Gonzalo Garcia Pelayo. Ma non parliamo solo di giochi di carte: anche le ben note macchinette hanno registrato il passaggio di autentici artisti della truffa come Tommy Glenn Carmichael, per esempio.
 
L’arte della matematica per contare le carte
 
Oltre alle svariate truffe che hanno avuto luogo nei casinò di tutto il mondo, è possibile trovare anche alcuni esempi “borderline”: in alcuni casi, infatti, le tecniche utilizzate per vincere non possono essere considerate dei semplici raggiri ma pure espressioni di genialità. È naturale fare riferimento, in questo caso, alla tecnica del conteggio delle carte, sfruttata dai giocatori di maggiore successo come Edward Thorp, informatico della IBM passato alla storia per aver realizzato un programma per il conteggio nel blackjack. Oggi la tecnica del conteggio delle carte non è illegale ma non è consentita all’interno dei casinò, pena l’allontamento dalla sala da gioco, ma c’è stato un tempo durante il quale questa capacità ha fatto la fortuna di molti avventori del gioco d’azzardo. I croupier, in particolare, cercano di stroncare sul nascere episodi di questo tipo distraendo il giocatore, che non riesce più ad avere sotto controllo la situazione.
 
Scorrettezze reciproche
 
Non solo giocatori contro casinò, ma anche casinò contro giocatori. Se è vero che la tendenza truffaldina è appartenuta a tantissimi giocatori, c’è anche da dire che le stesse sale da gioco si sono macchiate di truffe più o meno gravi. Specialmente in passato, infatti, non sono mancati i trucchetti pensati appositamente per ingannare i giocatori ai tavoli e, sebbene ciò sia difficilmente fattibile oggi, se non praticamente impossibile, diffidare è sempre un buon modo per difendere le proprie tasche. Di recente, infatti, sono emersi alcuni casi di truffe effettuate dai croupier che miravano solo al proprio arricchimento (basti pensare alle tasche nascoste all’interno delle maniche, stavolta usate per “catturare” le fiches).
 
Quando la truffa non ha nulla di artistico
 
Gli episodi passati in rassegna finora hanno compreso nomi che hanno elevato, in un modo o nell’altro, la truffa a genialità. Eppure esistono persone che si arricchiscono in maniera scorretta nei casinò senza nasconderlo o provare a padroneggiare tecniche complesse. Si tratta dei classici rapinatori da slot machine, che negli ultimi mesi hanno creato un piccolo impero anche nel nostro Paese: ci riferiamo a quella che è stata ribattezzata la “banda delle slot machine”, resasi protagonista di scassinamenti e furti in serie con un bottino che ha superato i 20mila euro. Nonostante non si tratti di particolari talenti creativi o matematici, anche loro meritano un posto in classifica, se non altro per il fatto di essere riusciti a farla franca.
 
I truffatori 2.0 dei casinò
 
Le truffe non riguardano solo le sale da gioco fisiche: i comportamenti scorretti, infatti, non disdegnano di provare a farla franca anche online. Facciamo riferimento ai giocatori che provano a manomettere i software utilizzati dai casinò digitali, ma anche alle piattaforme non autorizzate che sfruttano programmi manomessi proprio per truffare gli utenti. Per fortuna si tratta di fenomeni circoscritti, soprattutto nel secondo caso: per essere sicuri di non imbattersi in episodi spiacevoli di questo genere è infatti sufficiente giocare su piattaforme dotate di licenza rilasciata dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), un ente che si occupa proprio della regolamentazione e sorveglianza di settori come questo, che garantisce quindi un livello di sicurezza elevato agli utenti che giocano su quei siti che ne sono provvisti.
 
22 novembre 2018
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