“PULIZIA” IN BIBLIOTECA ROVIGO Giovanni Boniolo, il presidente dell’istituzione culturale, precisa quelle che lui chiama “non verità”. La curatrice testamentaria, Anna Maria Battizocco, spiega perché al macero ci fossero dei testi della donazione Cibotto 

L’Accademia dei Concordi ama Rovigo e perdona tutti

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La volontà dello scrittore Giannantonio Cibotto era quella di lasciare alla città di Rovigo esclusivamente un fondo librario di pregevole importanza e di cospicuo valore, quindi ciò che fosse stato non significativo e comunque doppio, incompleto e in cattive condizioni della sua biblioteca, sarebbe dovuto andare al macero. Il presidente Giovanni Boniolo: “Perdono tutti anche chi non ama l’Accademia, e non amandola non ama Rovigo”


ROVIGO - Giovanni Boniolo replica ufficialmente. Una replica attesa dopo l’ondata di clamore suscitata dalla “pulizia” in biblioteca: 27 quintali di scarti, doppioni, depliant, portati al macero ad Ecoambiente (LEGGI ARTICOLO).Prima di tutto è falso che l’Accademia dei Concordi abbia scartato materiali bibliografici inventariati, cioè di proprietà accademico-comunale, - spiega il presidente - per la cui eliminazione causa obsolescenza o cattive condizioni va comunque assunta autorizzazione da parte della competente Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino-Alto Adige. In realtà sono stati scartati solo materiali non inventariati, tenendo conto che l’Istituto ha “il diritto di selezionare le unità documentarie da acquisire all’interno della raccolta””.

“Per quanto riguarda la donazione Cibotto, lo scarto, una volta effettuato, - precisa ancora Boniolo - era, per precisa indicazione, da mandare al macero. Ne segue che il chinare il capo e il silenzio sono richiesti per dovuto rispetto”.

Anna Maria Battizocco, curatrice testamentaria di Giannantonio Cibotto conferma come dopo una “impegnativa opera di riconoscimento delle sezioni tematiche del fondo e di controllo dei testi per la verifica di note autografe, la curatrice del riordino, Antonella Turri, ha tenuto una brillante relazione nel corso del convegno su Cibotto, tenutosi in Accademia l’8 maggio scorso, nel cui intervento ha pubblicamente evidenziato come una quota minima di testi (un 10 % circa) non rispondeva ai criteri di congruenza con le essenziali linee tematiche della già poderosa biblioteca del caro Giannantonio (oltre 40.000 volumi). Sono sempre stata informata e sono assolutamente d’accordo, in linea con le volontà dello scrittore, che questa parte ritenuta non significativa e comunque quella doppia, incompleta e in cattive condizioni della sua biblioteca, venisse destinata unicamente al macero e venisse perciò donato alla città di Rovigo, esclusivamente un fondo librario di pregevole importanza e di cospicuo valore”.

Quindi il macero era semplice e indiscussa volontà dello scrittore polesano. 

Semplici le parole del presidente Boniolo, in questi giorni di bufera e polemica, “mi sia consentito sottolineare come l’Accademia in questi giorni sia stata oggetto di maldicenze e falsità senza alcuna ragione e sulla base della non conoscenza di come stavano le cose. Ora è mia speranza che tutto sia chiaro. Non desidero affatto scuse da parte di alcuno. Visto che sono uomo non posso non essere consapevole che è umana pure la piccolezza d’animo, la meschinità e la mendacia e che taluni di queste caratteristiche han fatto insegna di vita. Ne ho incontrati molti nella mia vita e molti altri ne incontrerò. Sono io, invece, a perdonare tutti coloro che, con le loro parole e azioni, han fatto del male all’Accademia e a Rovigo: capisco le debolezze e l’incapacità a vivere altrimenti. Sono pronto a ricevere tutti questi in Accademia con il sorriso e pronto a stringere loro la mano, anche se non potrò esimermi da qualche piccolo richiamo di etica della comunicazione e di etica della politica. L’Accademia è aperta a tutti, come sempre, anche a chi ha mostrato che non la ama e non amandola non ama Rovigo. Rovigo ha bisogno di cuori puri”.

 

27 novembre 2018
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