SANITA’ PROVINCIA DI ROVIGO Il segretario della Funzione pubblica della Cgil parte dal caso di Badia Polesine per estenderlo al territorio: riforma delle Ipab in stand by da 17 anni

Benazzo sulle case di riposo: “La lotta tutti uniti è contro la Regione"

DOMINA fuori tutto
No alla privatizzazione della casa di riposo di Badia Polesine, sì ad un cambio di passo della Regione Veneto a tutela delle strutture pubbliche, dei loro lavoratori e degli ospiti anziani che vi vivono: è questo il messaggio che Davide Benazzo, segretario della Funzione pubblica della Cgil lancia alla Regione Veneto


BADIA POLESINE (RO) - “A Badia Polesine, sul tema della Casa di riposo, va in onda l’ennesimo scontro dove ancora una volta si evita di affrontare chiaramente e seriamente il tema, e ancora una volta il Sindaco, anche se persona diversa, non ha altro da proporre se non la privatizzazione dell’ente”. 
Il grido dall’allarme arriva da Davide Benazzo, segretario generale della Funzione pubblica della Cgil di Rovigo, che evidenzia come negli anni nonostante i Sindaci dei vari territori, a fronte di un aumento del bisogno assistenziale, hanno scelto di aumentare l’offerta di posti letto, la Regione però non ha aumentato le risorse economiche. 

“Nelle Case di riposo si è scelto che il costo di quelle cure che non vengono pagate dalle Regione, malgrado siano un diritto e perciò in chiara inadempienza della Legge, si sono scaricate sulle famiglie che, con il così detto libero mercato, pagano una parte della quota sanitaria e sui lavoratori che, attraverso la riduzione delle presenze e/o attraverso la privatizzazione del contratto (apertura al privato), si sono visti diminuire lo stipendio che, in un territorio come il nostro dove la maggior parte del lavoro si concentra nei servizi, vuol dire impoverire la stessa provincia. A questo si aggiunga la beffa riservata al Polesine dall’assessorato regionale che, comunicando l’aumento del fondo regionale di 6 milioni, esclude per il 2018 la nostra provincia da qualsiasi beneficio, nel totale silenzio degli amministratori”. 

“Le Ipab pagano del doppio di tasse alla stessa regione (Irap) diversamente dal privato e senza dire che il personale in servizio è tarato su standard di quasi 30 anni fa malgrado i bisogni assistenziali e sanitari siano totalmente cambiati determinando carichi di lavoro assurdi con un costante aumento di malattie professionali e prescrizioni mediche, oltre a mettere in discussione la stessa capacità di assicurare dignità alla persona che si assiste. - spiega - Ancora più ridicolo che si accenni all’aumento contrattuale che, contrariamente a quanto si lascia trasparire, è stato il mancato rinnovo a dare un minimo di ossigeno alle casse degli enti mantenendo inalterato il costo del lavoro per 10 anni”.
 
Quello che più fa arrabbiare Benazzo è che non si parla delle persone, dei loro bisogni, della loro vita: “Nessuno mette il naso e cerca di capire cosa vuol dire lavorare e vivere in queste strutture, quanto difficile ed estremamente umano sia assistere una persona non autosufficiente. La difficoltà nel cercare di combattere con ogni mezzo la trasformazione che pian piano consuma la persona di un tempo, che invece cerchi di far rivivere attraverso momenti di condivisione, di rieducazione, di lunghi e dolci discussioni; rivederlo bambino bisognoso di ogni cura, anche semplicemente per nutrirsi quando questo ancora è possibile farlo, ma con la piena coscienza della necessità di assicurane la dignità sempre; tutto questo che si ripete giorno dopo giorno senza speranza di vederlo migliorare, solo con l’attesa di vederlo chiudere per sempre gli occhi, ma con la consapevolezza che il compito è farlo vivere ogni istante che rimane, assicurando il rispetto della sua dignità di essere persona fino alla morte”. 

“Invece si parla solo di soldi, dove è chiaro che la rabbia delle famiglie, dei lavoratori, dei cittadini, degli amministratori, va rivolta alla sola colpevole di quanto sta succedendo, la Regione Veneto. - conclude - Ad essa bisogna rivolgere la lotta e le proteste, tutti uniti. Bisogna unire le forze di questo territorio, sindacati, amministrazioni e cittadini, e chiedere con forza alla Regione di difendere e tutelare il patrimonio pubblico che le Ipab rappresentano”.
5 dicembre 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Baccaglini VW locator

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento