DONNE AL LAVORO ROVIGO Arriva un’opzione in più per chi diventa genitore: un emendamento dà la possibilità alle mamme di usare il congedo tutto dopo il parto, mentre il congedo di paternità passa da 4 a 5 giorni 

Le future mamme possono lavorare fino al nono mese

DOMINA fuori tutto

La maternità sarà più flessibile con l’emendamento approvato a Roma che prevede un’ulteriore possibilità per la donna incita di lavorare fino al nono mese di gravidanza e sfruttare tutti i 5 mesi di maternità dopo la nascita del figlio oltre a quella di lavorare fino a 2 mesi prima del parto e 3 dopo oppure fino a un mese prima e 4 dopo. Anche per i padri è stato previsto l'aumento del congedo di paternità obbligatorio che passa da 4 a 5 giorni 



ROMA - Da oggi le donne potranno lavorare fino al nono mese di gravidanza. La manovra cambia le regole del congedo parentale, o meglio amplia il ventaglio delle possibilità come dare l’opportunità alla mamma in attesa l'opportunità di rimanere al lavoro fino al nono mese con la specifica autorizzazione del proprio ginecologo e di un medico esperto di sicurezza sul lavoro. 

In questo modo si potrà godere del periodo di astensione di 5 mesi dopo il parto sfruttando quelle settimane in più per stare con il proprio bambino. La novità è stata introdotta grazie ad un emendamento della Lega nell'ambito dei provvedimenti delle politiche per la famiglia, una modifica approvata dalla commissione Bilancio della Camera. 

La proposta, non obbligatoria per le mamme, è un’alternativa al sistema attuale della maternità che prevede la sospensione dall'attività lavorativa nei due mesi prima e dopo prima del parto e nei tre successivi oppure un mese prima e nei quattro successivi. 

Accanto a questa modifica è stato anche approvato un emendamento che prevede l'aumento del congedo di paternità obbligatorio che passa da 4 a 5 giorni. E' stata prorogata anche la possibilità di astenersi dal lavoro un ulteriore giorno in sostituzione della madre.

Tra gli altri emendamenti pensati a favore della famiglia anche quello che chiede di privilegiare categorie più deboli nella scelta dell'affidamento del lavoro agile, ovvero quelle prestazioni che non richiedono particolari vincoli di orario o di luogo e quindi il part-time flessibile e il lavoro da casa.

6 dicembre 2018
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