POLITICA ROVIGO Paolo Avezzù, presidente del consiglio comunale, spiega i motivi per cui è stata chiesta una commissione d’inchiesta per il caso libri Cibotto-Accademia dei concordi 

Chi ha paura della verità?

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Una commissione che vuole solo fare chiarezza per l’interesse di tutti, in primis del presidente dell’Accademia Giovanni Boniolo e della vice Valentina Noce quella richiesta da Avezzù ed altri consiglieri per il caso libri Cibotto-Accademia dei concordi che invece vede in qualche consigliere “una strana paura” 

ROVIGO - “Chi ha paura del lupo cattivo?”. Questa la domanda che si pone Paolo Avezzù, presidente del consiglio comunale di Rovigo dopo che assieme ad altri cinque consiglieri di Obiettivo Rovigo e di Forza Italia, hanno annunciato e già sottoscritto la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta sulla messa al macero di parte del lascito librario Cibotto (LEGGI ARTICOLO), a cui si è già aggiunta la firma del consigliere di opposizione Vernelli (a cui va dato atto di avere sollevato per primo la questione in consiglio comunale). 

“Si è scatenata una strana paura, quasi che qualcuno volesse violare il “Santo Graal”. Con la nostra richiesta non abbiamo messo sotto accusa nessuno, - afferma Avezzù - men che meno una istituzione benemerita come la Accademia dei Concordi e nemmeno abbiamo lanciato accuse verso persone fisiche. Anzi ritengo che proprio da una commissione d’inchiesta, che faccia chiarezza su quanto accaduto, in primis il presidente dell’Accademia Giovanni Boniolo possa essere sottratto da una gogna mediatica, che non rende giustizia alla dignità della sua persona. Come pure possa essere salvaguardato il ruolo della vice-presidente della Accademia Valentina Noce, che ha giustamente esercitato il suo ruolo di vigilanza sulle attività svolte dall’ente”.  

“Mi fanno specie, ma forse non più di tanto, le dichiarazioni piccate di qualche esponente della ‘cosiddetta’ opposizione, contrariato innanzitutto forse perché l’iniziativa della commissione non è partita da loro, come se la ricerca della verità e del fare chiarezza avesse colore politico. - spiega il presidente del consiglio - E poi forse per qualcuno dirsi di opposizione, e la gente se ne sta accorgendo, non è difendere il giusto ruolo dei consiglieri comunali e del consiglio nella sua interezza, ma essere opposizione per finta e per convenienza, pronti al trasversalismo pur di occupare qualche posizione di potere. Un trasversalismo culturale e politico a cui, anche attraverso questa commissione d’inchiesta, si vuole mettere la parola fine. La parola e la responsabilità spetta adesso a tutti, ripeto a tutti i consiglieri comunali di Rovigo”.

 
14 gennaio 2019
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