Rovigo Oggi

Morandi, non solo un ponte

PESCHERIA NUOVA ROVIGO Mostra fino al 13 dicembre sulle costruzioni di Riccardo Morandi nel mondo a cura delle classi 3 e 4 dell’Istituto per geometri Bernini. Tavola rotonda sul futuro di Genova con Enzo Siviero

Uno dei progettisti del bando sul ponte Morandi, Enzo Siviero, oggi rettore di Ingegneria di Ecampus, ha presentato le riflessioni doverose sull’archiviare o meno una costruzione che ha segnato la storia dell’ingegneria dei ponti. In Pescheria nuova proseguirà fino al 14 dicembre la mostra con gli elaborati prodotto dagli studenti del Bernini 


 

ROVIGO — Inaugurata il 4 dicembre la mostra “Morandi: non solo un ponte”, realizzata ed allestita dall’Istituto tecnico per geometri Bernini di Rovigo. Angelo Milan, docente di costruzioni e progettazione presso Itg e coordinatore del progetto, ha illustrato il lavoro svolto: ricerca documentale sulla figura di Morandi, sulle sue realizzazioni in tutto il mondo (solo quello di Genova è crollato), sulla mancata manutenzione, sulle possibili cause della disgrazia, sui danni causati, sulle soluzioni progettuali proposte, selle possibili tempistiche.

Il progetto scolastico, al quale hanno partecipato tutti gli studenti del 3° e 4° anno, si è sviluppato in circa 2 mesi di lavoro con la produzione di 30 tavole, 8 relazioni, alcuni video e il plastico in scala 1: 500 lungo circa 4 metri e largo 1.50, anche i veicoli sono stati realizzati con la stampa 3D in scala. 

Del 5 dicembre la tavola rotonda alla presenza della dirigente Sgarbi, del vicesindaco Andrea Bimbatti, dei presidenti degli ordini degli architetti, geometri e ingegneri. La vera star della mattinata è stato il professor Enzo Siviero, già docente di costruzioni allo Iuav di Venezia e ora rettore della facoltà di ingegneria Ecampus, conosciuto anche in Italia come “l’uomo dei ponti”.

E’ stato lui a raccontare la cronistoria sulle opere realizzate in tutto il mondo da Morandi, che ancora oggi vengono riportate nei testi di costruzioni. Dopodiché Siviero si è lanciato nello spiegare il perché ritiene inopportuna la completa demolizione di tutto il viadotto sul Polcevera, sia in termini di tempi che di costi; infatti la demolizione completa comporterebbe l’esigenza di smaltire migliaia di tonnellate di calcestruzzo con circa 4/5 mesi di autotreni in transito per spostare, e non si sa dove, questa montagna di detriti, per non parlare poi dei tempi di costruzione del nuovo, che difficilmente potranno essere inferiori ai due anni.

Se si affrontano poi le questioni economiche, risulta palese che la ricostruzione del semplice troncone crollato, costerebbe circa 120 milioni di euro ivi compresa la messa in sicurezza dell’esistente, mentre la completa demolizione con ricostruzione, per circa 1 km di lunghezza, comporterebbe una spesa di circa 600 milioni di euro ai quali andrebbero poi sommati i danni economici conseguenti i maggiori disagi dovuti alla presenza di numerosi cantieri, della mancanza di viabilità dell’intero comparto, oltre che il maggior onere conseguente la maggior durata dell’intervento, per un costo complessivo che può superare tranquillamente il miliardo, per non parlare poi dei danni economici all’intero tessuto produttivo della città di Genova e non solo.

Siviero si è inoltre soffermato anche sulla “semplicistica” proposta progettuale presentata dall’architetto Renzo Piano, che non prende minimamente in considerazione il fatto che il “ponte Morandi” per Genova ha sempre rappresentato una immagine che verrebbe completamente persa, come dire che: “vista la pendenza della Torre di Pisa bisognerebbe demolirla anziché salvaguardarla”; i monumenti non sono solo quelli dell’epoca romana o rinascimentale, ma anche opere architettoniche e ingegneristiche del nostro tempo.

Illustrando poi la sua proposta progettuale, presentata anche ai massimi esponenti del governo, oltre che per partecipare al bando di gara, ha messo in evidenza la conservazione previa manutenzione straordinaria e messa in sicurezza del manufatto oggi rimasto in piedi e la ricostruzione del tronco crollato che, se pur staticamente diversa, è stata pensata in completa sintonia con l’esistente.

Angelo Milan invece ha messo a confronto le varie proposte progettuali a tutt’oggi disponibili: Piano, Giavazzi, Calatrava, Siviero, Autostrade, ecc.., soffermandosi altresì sui disagi, sui costi, sull’iter burocratico e sui tempi previsti, che non sono certo pochi mesi come invece promesso dall’attuale ministro ai Lavori Pubblici.

Claudio Pigato, grazie anche alla propria esperienza professionale, ha illustrato le modalità, le tecnologie e la normativa oggi in vigore relativamente al collaudo di ponti stradali, evidenziando che lo stesso ponte “Morandi di Genova” è stato a suo tempo collaudato per carichi ben maggiori di quelli che richiederebbe l’attuale normativa, pur essendoci oggi un consistente incremento del traffico.

Da ultimo Silvia Zennaro, docente dell’Itg, ha anticipato il prossimo impegno dell’istituto volto a coinvolgere i ragazzini della 2° e 3° media inferiore dal titolo “illustra il tuo ponte che si ricollega sia all’evento Morandi, che al viaggio di istruzione al quale parteciperanno gli allievi geometri del Bernini nella prossima primavera, andando a visitare uno dei ponti simbolo di pacifica convivenza qual è il cinquecentenario ponte di Mostar, bombardato nella recente guerra civile balcanica, ma poi ricostruito grazie all’impegno internazionale.

La mostra continua per tutta la settimana sino al 13 dicembre 2018 dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.

5 dicembre 2018